Boccia "promuove" Renzi e il referendum: banche e Brexit le emergenze

05 luglio 2016 ore 9:20, Americo Mascarucci
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è intervenuto nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria Canavese ad Agliè sui temi di più stretta attualità.
Primo fra tutti il referendum costituzionale di ottobre: "Qualcuno si e' turbato della posizione di Confindustria sul referendum dicendo che Confindustria non deve fare politica - ha spiegato Boccia - noi siamo contro i monopoli e la politica è troppo importante per lasciarla solo ai politici. Confindustria vuole parlare delle decisioni della politica che hanno effetto sull'economia".  Sulla data per il referendum occorre fare attenzione perché a fine ottobre sarà in discussione la legge di Stabilità.
"Non siamo mai entrati nel merito della questione tempistica – ha affermato Boccia – ma è evidente che a ottobre siamo sotto la legge di stabilità, il che crea la necessità da parte del Paese di agire in termini economici”. 
Boccia 'promuove' Renzi e il referendum: banche e Brexit le emergenze
Da qui è partito un appello ai politici: "Dateci retta e ascoltate le idee di chi vive nel mondo dell'economia. Se qualcuno ci dimostra che sbagliamo gli facciamo anche l'applauso". 
Boccia è passato poi ad elencare le prioprità economiche dell'Italia
"Occorre riaprire il dossier sulla governance economica in termini di Ecofin, costruire una idea di Europa che per noi è più di commissione che intergovernativa, un'idea diversa da quella che esprime Schaeuble chiaramente, che è legittima, ma per noi c'è una Europa federalista che è quella dei padri fondatori". 

E poi il captolo Brexit:
"Prima di essere costretti ad azioni legate allo sviluppo della Brexit, occorre che l’Europa decida quale politica economica vuole adottare - spiega il il presidente di Confindustria - ci può essere – ha detto Boccia – anche un secondo effetto Brexit, positivo o negativo. Cioè se la Gran Bretagna reagisce prima di noi in senso positivo costringe l’Europa e ancor di più l’Italia a dover reagire. Ma prima che questo accada – ha rimarcato – è forse il caso di chiedersi quale politica economica vogliamo costruire in Europa".
Infine le banche: "La garanzia pubblica da 150 miliardi concessa all'Italia dall'Europa - spiega ancora Boccia - e' uno scudo che riguarda la liquidita' non altre questioni. Secondo noi, occorre riaprire il dossier dell'unione bancaria"

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