Renzi provoca la Ue: “Rispetteremo le regole” ma “difenderemo le banche”

05 luglio 2016 ore 14:07, Luca Lippi
Normale pensare che ci sia un dialogo fra Ue e governo italiano, normale anche pensare, che il Brexit qualche problema piuttosto impostante all’Eurozona lo crei, molto meno per gli inglesi per i quali è già tornato tutto come prima nonostante si continuerà a dire qualcosa di diverso.
Essendo andata in difficoltà la Ue, inevitabilmente va in crisi quello che è il punto debole non in Italia, ma in Europa (giacché siamo un’unione) e cioè il sistema bancario italiano.
Premessa, tutti, nei tempi debiti, hanno sistemato la situazione delle proprie banche utilizzando metodologie che a seguire sono diventate non sostenibili, l’Italia ha sottovalutato, oppure semplicemente creduto di poter tamponare la situazione, preoccupandosi di finanziare le altre banche.
Questo sarà tenuto in considerazione e da questo sarà estratto il succo del dialogo che intercorrerà fra Ue e governo italiano.

Renzi provoca la Ue: “Rispetteremo le regole” ma “difenderemo le banche”
Ricardo Cardoso, portavoce sulle questioni della concorrenza, afferma che sono pronte "diverse soluzioni" praticabili per gestire eventuali carenze di liquidità o di capitale nel pieno rispetto delle regole Ue. "Posso confermare che siamo in contatto con le autorità italiane", ha affermato interpellato dopo l'articolo del Financial Times in base al quale il premier, Matteo Renzi, sarebbe pronto a "sfidare" Bruxelles per ricapitalizzare gli istituti di credito nazionali, "e che sulla base di casi precedenti ci sono diverse di soluzioni che si potrebbero praticare, che sarebbero pienamente in linea con le regole Ue, per affrontare eventuali carenze di liquidità o di capitale, senza che vi siano effetti avversi per gli investitori".
Insomma, la questione sollevata dal Financial Times è una questione che fa emergere criticità non nuove, dell’argomento si stanno interessando sia la Bce che il Mef, da diversi mesi (se non anni) e la conclusione è che quanto sta accadendo è solamente speculazione, come ne abbiamo viste dal 2011 ad oggi. 
Non è interesse di nessuno che grandi banche italiane mettano a rischio il risparmio di milioni di cittadini, sia per non creare panico vero sul mercato, sia perché poi si dovrebbe intervenire in emergenza in ogni caso, e quindi tutti i discorsi di interventi pubblici inibiti per regolamento sarebbero trasformati in barzelletta.
Aspettiamo che i fondi smettano di giocare sulla liquidità scarsa dei mercati e sulle paure di chi si muove dentro dinamiche complesse senza averne competenze e strumenti adeguati, e poi riprenderemo a parlare di cose serie.

autore / Luca Lippi
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