Brexit... e altri problemi: le banche

05 luglio 2016 ore 10:01, intelligo
di Luciano Atticciati

L'economia e la finanza sono strane. La Brexit sembrava l'anticipo della fine del mondo, ma la Borsa di Londra ha retto bene l'urto, le altre Borse europee e quella italiana no.
I leader europei e lo stesso presidente della Commissione Europea Juncker hanno mostrato un atteggiamento duro, l'uscita della Gran Bretagna non comporta automaticamente l'ammissione nel gruppo di nazioni (Norvegia e Svizzera) che godono di libero scambio con la Ue. I partiti inglesi hanno rilanciato affermando che la richiesta formale di uscita non avverrà in tempi brevi. Ma i mercati hanno reagito in maniera diversa dalle aspettative: ciò che è solido rimane solido, ciò che è instabile rimane instabile. Dollaro e oro, tradizionali beni rifugio nei periodi di incertezza sono andati forte ma non in maniera eccessiva. Le banche no, rimangono nell'occhio del ciclone. Intanto le banche (anche quelle con i conti in ordine) continuano le loro perdite spaventose in Borsa.
Gli italiani non sono  i soli con le banche pasticcione. In Germania Deutsch Bank ha problemi. Male anche Banco Santander e le banche svizzere che presentano delle grane.

Che fare? Non aiutare le istituzioni in difficoltà rischia di riportarci alla situazione della crisi del '29, gli Stati non intervenivano e si avevano crolli a catena di banche minori e imprese portando il mondo al collasso e al conseguente rafforzamento dei partiti estremisti più nefasti nati dalla disperazione. Fornire aiuti dà l'impressione di creare un sistema che favorisce e premia chi si comporta male. Il nazionalismo e il populismo che da alcuni anni vanno per la maggiore non fornisce soluzioni intelligenti, Tsipras ha fatto il matto per sei mesi, quando la sua sceneggiata non intimoriva nessuno si è messo la coda fra le gambe e ha accettato di realizzare le ovvie riforme richieste dall'estero. Sbraitare è facile, ma bisogna proporre poi scelte sensate.
Accettiamo il fatto che l'eccesso di integrazione in Europa non sia possibile, ma lo smembramento è un rimedio peggiore del male,  diffidiamo di chi propone strane fantasie, forniamo aiuto alle istituzioni finanziarie in difficoltà ma sotto il controllo di organismi forti e indipendenti, smettiamo di guardare allo stato come ad un bancomat che fornisce tutto a tutti.



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