Per Meluzzi Zaza vittima di "un mix psicologico come in certe danze maori"

05 luglio 2016 ore 12:50, Andrea De Angelis
La partita tra Italia e Germania sembra non finire mai. Un selfie di Graziano Pellè nel quale fa una smorfia con Parolo ha scatenato di nuovo l'ira del mondo dei social. Una crocifissione legittima o eccessiva? I rigori li sbaglia solo chi li tira? Oppure siamo davanti a una sorta di esempio dell'italiano medio? Queste ed altre domande IntelligoNews allo psichiatra Alessandro Meluzzi che, con un pizzico di orgoglio, ammette di non ricordare i nomi dei calciatori che hanno sbagliato dal dischetto...

Irride il portiere avversario e poi, con la mani sul volto, torna verso la panchina dopo aver sbagliato il calcio di rigore. Bufera sui social, ma chi o cosa rappresenta Graziano Pellè?
"Pellè come paradigma dell'italietta sbruffona e battuta? Il mondo del calcio per me ha degli aspetti anche misteriosi. Lo vedo come il luogo della bipolarità per eccellenza, dove si passa dalle stelle alle stalle, dalla gloria all'esecrazione in cinque minuti. Credo che in una situazione di sovraeccitazione pensare di assume maschere e volti diversi è quasi inevitabile. La sbruffonaggine serve a dare forza soprattutto a se stessi. Alla fine tra Pellè e quell'altro pelato, come si chiama... sono talmente appassionato al calcio che non mi ricordo neanche i nomi (ride, ndr)". 

Simone Zaza. 
"Esatto, che ha fatto quella buffa corsetta da cartone animato. Credo fossero accumunati da questo mix psicologico abbastanza elementare di necessità di darsi coraggio da sé e necessità di esibire un volto all'avversario, come in certe danze maori".

Cosa pensa invece dei social che impazzano tra commenti e offese?
"Mi colpisce l'appassionata fedeltà con cui dopo l'evento ancora qualcuno si appassiona a discutere. Veramente fa parte del carattere nazionale. Il calcio ha aspetti passionali e tecnici, ogni italiano in un bar è ct o centravanti, ma che ora ognuno desideri essere perito psicologo dei gesti e delle azioni mi pare francamente eccessivo. Ma, ripeto, fa parte di un modo di essere e non lo disprezzo. Non sono Travaglio a cui non piace la Nazionale". 

Per Meluzzi Zaza vittima di 'un mix psicologico come in certe danze maori'
Italiani che in pochi secondi trasformano un idolo in un uomo da crocifiggere: anche questa è prassi?
"Questo fa parte dei giochi del circo! Già al tempo del Circo Massimo, dei gladiatori. La storia ne è piena. Fa parte di un modo di essere, non si può pretendere che tutti gli uomini siano Cicerone o che abbiano la filosofia di Seneca. Quindi lasciamo come sempre è stato nella storia dell'umanità che panem et circenses possano soddisfare il popolo. Sarà triste dirlo, ma è così. D'altra parte le persone di qualcosa devono pur vivere. Dopo aver faticato per 1.500 euro al mese, dopo aver dovuto decidere tra Giachetti e Raggi, tra Pd e 5Stelle che poi sono la stessa cosa perché ormai è chiarissimo che la regia delle cose serie come la politica è fuori della portata del consenso e della democrazia, bè lasciamo che almeno le pulsioni possano concentrarsi su quello che non conta un cazz...".

La partita sembra non finire più. Nuova bufera dopo un selfie di Pellè in compagnia di un compagno di squadra. Sorrisi, smorfie e spiaggia. Uno sbaglio?
"Credo che se si fosse fatto fotografare in un convento circestense con un cilicio e una corona di spine, comunque avrebbero commentato. Del resto è più facile che si trovi in spiaggia che vicino al muro della fucilazione". 

C'è anche chi punta il dito contro il look di questi giocatori, più da passerella di Cannes che da campo da gioco. 
"Gli sportivi di un tempo venivano da un'Italia povera e contadina, il calcio funzionava come un ascensore sociale. Oggi questi ragazzi hanno la percezione di far parte dello star system, infatti anche le loro macchine e le loro veline vengono tutte dallo stesso mondo. Ci si guadagna da vivere con le gambe anche fotografate, abbronzate e fotografate. Tutti coloro che ne parlano sui social network fanno parte del sistema, ne sono complici. Come vede io non mi ricordavo neanche il nome di quelli che hanno tirato i rigori, ma credo che sia una mia qualità".
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