Istat, crescita troppo moderata e rischio stagnazione

05 luglio 2016 ore 21:58, Luca Lippi
Ancora troppo debole e in decelerazione la crescita, questo quanto rileva l’ultima nota mensile dell’Istat sull’economia italiana.
Segnala una sostenuta debolezza dei consumi che si contrappone al rafforzamento della produttività industriale. Il mix di queste due componenti provoca nel breve termine un ulteriore rallentamento del ritmo di crescita.
Ad aprile, l’Istituto di statistica ha riscontrato una crescita dello 0,5% delle attività produttiva (al netto delle costruzioni) dettata dalla produzione di beni intermedi (+2,2%) e di beni di consumo (+1,1%) e bilanciata dal -0,1% dei beni di investimento e dal -1,5% dell’energia. Ad aprile riportano poi degli aumenti il fatturato industriale (+2,1%) e il commercio con l’estero (+2,7% per l’export e +3,9% per l’import) che però a maggio soffre nell’area extra-Ue (-1,1% per l’export e -3% per l’import rispetto ad aprile).

Istat, crescita troppo moderata e rischio stagnazione

L’Istat ha rilevato una sostanziale stabilità della spesa per i consumi, con un conseguente aumento della propensione al risparmio all’8,8% del reddito disponibile nonostante un aumento del reddito disponibile lordo delle famiglie (pari al +0,8%).
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’Istat a maggio ha rilevato un lieve miglioramento della partecipazione, con un aumento dello 0,1% dell’occupazione.
Non è così rosea la situazione anche oltre i confini italiani, l’Istat rileva che per il mercato del lavoro nell’area euro l’aumento dell’attività produttiva ha creato più occupazione tuttavia riportando il livello allo stato del 2011 (10,1% di disoccupazione), un traguardo importante ma del tutto insufficiente per determinare una china positiva capace di trainare tutti i Paesi dell’area che a diverso titolo soffrono la stagnazione.
L’Eurozona, spiega poi l’Istat, ha inoltre registrato una crescita congiunturale dello 0,6% e un +1,1% per la produzione industriale (ma anche un -0,2% per la produzione delle costruzioni).
Oltreoceano le stime di crescita del primo trimestre sono state riviste al rialzo di 0,1 punti percentuali, dal +0,2% previsto in precedenza al +0,3%. Nonostante ciò il dato conferma un rallentamento delle economia statunitense, legato al calo degli investimenti fissi non residenziali. Sebbene si sia registrato un lieve aumento delle nuove domande per il sussidio di disoccupazione, il mercato del lavoro e i consumi delle famiglie statunitensi rimangono in territorio positivo.
A parte il “mal comune mezzo gaudio” probabilmente c’è un esaurimento di certe politiche economiche che non sono adeguate a garantire stabilità economica ed equità.

autore / Luca Lippi
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