Calcio-follia, Furlan (Fi): " La Thatcher docet. Berlusconi ha sempre investito nel rapporto con i tifosi"

05 maggio 2014 ore 11:34, Marta Moriconi
Calcio-follia, Furlan (Fi): ' La Thatcher docet. Berlusconi ha sempre investito nel rapporto con i tifosi'
Genny ‘a Carogna, l’uomo della trattativa Stato-stadio (come scherzano sulla rete),  è il nuovo protagonista della campagna elettorale, volente o nolente. IntelligoNews ha chiesto un parere a Simone Furlan, impegnato sul territorio per le Europee sotto la bandiera di Forza Italia che contro la criminalità negli stadi si rifarebbe al modello Thatcher. Quanto al ruolo dei presidenti delle squadre “Berlusconi ha sempre investito nel rapporto con i tifosi gestendo bene l'attivismo”. Genny ‘a Carogna è diventato un caso politico. Quale soluzione contro il potere degli Ultras di far giocare o meno una partita negli stadi? «Parlando con alcuni amici ho detto questa mattina che ammiro quanto fece Margaret Thatcher: chiuderei gli stadi per un anno così imparano. Perché è una vergogna assoluta. Siamo figli di una cultura dove le forze dell’ordine vengono sempre criminalizzate, mentre certe persone si permettono atteggiamenti oltre misura, e devo dire che negli anni la politica ha dato esempi sbagliati. Un esempio su tutti è l’aver intitolato a Carlo Giuliani un’Aula all’interno del nostro Parlamento». A proposito. Dall’altra parte c’è la vedova Raciti che ha lamentato un abbandono da parte delle istituzioni e ha chiesto giustizia per i figli. «La vedova ha perfettamente ragione e io mi vergogno che un servitore dello Stato venga dimenticato mentre a persone, che comunque stavano compiendo atti non certo edificanti, vengano dedicate Aule in Parlamento. Diamo il segnale, così, che le forze dell’ordine vengono messe all’indice, quando svolgono invece un ruolo fondamentale per la sicurezza del nostro Paese». Alfano e la proposta del Daspo a vita. Che ne pensa? «In questo caso, come in altri, si interviene quando il danno ormai è fatto. Ma sono d’accordo su questa proposta». Quanto conta il ruolo del Presidente rispetto alle tifoserie? «Credo che il ruolo del Presidente sia importante. In fin dei conti la squadra di calcio è un’associazione che unisce persone che si riconoscono nei valori dello sport. Il Presidente è colui che dovrebbe dettare la linea e indicare l’immagine della squadra che vuole, facendovi identificare la tifoseria. E Berlusconi ha sempre investito nel rapporto con i tifosi gestendo bene l’attivismo. Certo ci sono squadre più ideologizzate e che vivono in territori più difficili. Ma occorre ricordarsi che il calcio è uno sport e che dovrebbe unire. Basta scene di guerriglia e basta sfoghi di rabbia contro le forze dell’ordine che per 4 lire difendono il nostro Paese». Lo stadio non è uguale a impunità, dunque… «Ripeto, devono valere anche lì le regole di uno Stato Civile e ripeto le tifoserie andrebbero gestite come gli Hooligans: chiuderei lo stadio per un anno». Ma Berlusconi non sarebbe d’accordo. «E va bene, ma o questi signori dimostrano civiltà o vanno rieducati. Oggi in Inghilterra si può andare allo stadio con i bambini, tranquillamente, gli stadi sono diventati dei posti dove ci sono anche spazi commerciali, lì c’è uno stile diverso dal nostro e che va copiato». Padoan va in Europa a dire che l’Italia cambierà e che gli squilibri verranno sanati. Ci crede? «No, a parte che non ci credo, ritengo che sia arrivato il momento di andare in Europa non tanto a riferire sui conti, ma a dettare le nostre regole e condizioni».  
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