Il valore della ripresa: segno positivo dall’Italia (che batte la Spagna)

05 maggio 2016 ore 8:26, Luca Lippi
la ripresa è ancora debole e la conferma arriva dalla Commissione europea che stima una crescita più lenta nel 2016 sia per l’Italia come per l’eurozona.
I dati: rallentano le esportazioni ma c’è un lieve aumento della domanda interna. Nel mese di aprile l'indice Pmi manifatturiero si è attestato a 53,9 punti dai 53,5 punti di marzo, segnando il massimo da quattro mesi. Il livello superiore alla soglia di 50 punti sta ad indicare una fase espansiva (al di sotto una contrazione del ciclo) e per il nostro paese si tratta del 15esimo mese consecutivo in territorio positivo.
Nell'Eurozona l'Indice Pmi manifatturiero si è invece attestato a 51,7 punti, in miglioramento rispetto al mese precedente (51,6 punti). La crescita dell'Italia, nonostante le previsioni al ribasso degli analisti, è stata superiore a quella della Spagna, che pure aveva registrato negli ultimi tempi un ritmo elevato. Ora la Spagna passa da 53,4 a 53,5 punti.
Il maggiore incremento è stato quello della Germania (da 50,7 a 51,8 punti), mentre l'Eurozona subisce in parte la contrazione francese, l'indice è calato a 48 punti dai precedenti 49,6. Nonostante le condizioni economiche dell'Eurozona si registra un buon andamento. Per quanto riguarda l'Italia, analizza Markit, il più veloce aumento dei nuovi ordini ha contribuito all'incremento della produzione e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Il valore della ripresa: segno positivo dall’Italia (che batte la Spagna)

La realtà, però, è che Il Pil italiano per il 2016 era stato stimato inizialmente pari all’1,6%, ora di decimale in decimale è stato rivisto a poco sopra l’1,1% e questo significa che il margine di flessibilità ottuno è stato totalmente bruciato. Nel Def il governo italiano ha previsto che il Pil nel 2016 cresca dell’1,2%. Per la Commissione Ue nel 2016 il rapporto deficit/Pil sarà del 2,5% e quello debito/Pil del 132,7%.
La stabilità dei bilanci pubblici è garantita dagli zero virgola, anche lo 0,1% in meno è estremamente importante. In questo modo si sfora ulteriormente rispetto al massimo previsto dal governo, rendendo necessaria una manovra correttiva.
Le stime del Pil al ribasso dicono che una eventuale conferma della riduzione è troppo contenuta e quindi irrilevante, e quindi siamo in una situazione piuttosto complicata, l’Italia è in “recupero” ma non c’è alcun segnale di ripresa perché manca lo sviluppo.
In sostanza: inizialmente si era pensato che il tasso di crescita di quest’anno fosse dell’1,6%. Quindi si è rettificato il dato in un intervallo tra 1,2 e 1,5%. Questo intervallo nel tempo si è sempre più assottigliato, e adesso siamo poco sopra l’1%. Così ci siamo mangiati sia il margine di flessibilità che la Commissione Ue concede senza deroghe, sia quello che il governo ha chiesto con deroghe. Tradotto, significa manovra correttiva o aumento delle aliquote Iva in tutta fretta perchè gli obiettivi di deficit non sono stati rispettati.
I giudizi di Moody’s sono molto negativi in questo momento, e siccome i mercati badano al concreto è del tutto esiziale il fatto che Renzi abbia ammorbidito i rapporti con l’Ue, contano gli osservatori economici che decidono come far girare i soldi sia all’interno che all’esterno della zona euro. la Borsa lo dice chiaramente!
Il nostro debito pubblico si ripercuote sulla solidità delle nostre banche per via dei giudizi negativi sia da parte di Moody’s che della Bundesbank e dell’ambiente finanziario tedesco nel suo complesso. Da un lato quindi c’è il bilancio dello Stato che scricchiola perché non si riduce il rapporto debito/Pil e dall’altro le sofferenze bancarie non sono eliminate. Gli azionisti non sottoscrivono gli aumenti di capitale delle banche perchè scottati dal bailin che si è inventato il governo italiano per salvare gli ori di famiglia a discapito degli obbligazionisti e quindi le manovre fiscali del governo diventano determinanti. I problemi si risolvono con una chiacchierata con la Merkel o con il Commissario Ue.

autore / Luca Lippi
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