Indonesia, turbolenza in volo e per i passeggeri Etihad non solo paura: 31 feriti

05 maggio 2016 ore 8:35, Andrea De Angelis
Trentuno passeggeri di un volo di Etihad Airways, diretto a Giacarta sono rimasti feriti ieri sera a causa di una "violenta e imprevista" turbolenza. Lo ha riferito la compagnia aerea, aggiungendo che l'aereo, un Airbus A330-200 in volo da Abu Dhabi, è poi atterrato senza problemi all'aeroporto internazionale Soekarno Hatta 45 minuti dopo la turbolenza.

Nove passeggeri sono stati portati in ospedale, mentre altri 22 hanno sofferto ferite lievi. La turbolenza ha anche causato qualche danno alla stiva.
Ma quanto si deve avere paura delle turbolenze? In realtà pur rappresentando un problema per un grandissimo numero di voli, le stesse non sono quasi mai una minaccia reale. I feriti ogni anno sono in percentuale davvero minima e i moderni aerei sono predisposti per gestire in modo sempre più ottimale questo tipo di disagio. 
Indonesia, turbolenza in volo e per i passeggeri Etihad non solo paura: 31 feriti
Secondo Lauren Reid, ricercatrice del servizio meteorologico britannico, gli aerei che volano ad alta quota rischiano di incontrare tre tipi di turbolenze. Come riporta internazionale.it la prima, quella convettiva, è provocata da temporali localizzati. Si tratta di un fenomeno che gli aerei riescono a evitare in modo relativamente semplice, perché, spiega Reid, le condizioni atmosferiche sono visibili. La più comune è la turbolenza in aria chiara (Cat). È provocata dal fenomeno che in aeronautica è definito wind shear, ossia correnti d’aria che si spostano a velocità diverse in diverse direzioni. L’aereo può essere sballottato da una parte all’altra, verso l’alto e verso il basso. Infine, la turbolenza causata da onde di montagna, è simile al wind shear, e si verifica a valle di una catena montuosa.

I meteorologi hanno inoltre migliorato la loro capacità di prevedere la localizzazione delle brutte turbolenze, perciò sono decisamente di meno i passeggeri che ne hanno esperienza. Il servizio meteorologico britannico, uno dei due servizi internazionali che forniscono previsioni meteorologiche per i voli a lunga distanza, afferma che negli ultimi dieci anni i suoi modelli, sostenuti da sistemi di elaborazione dei dati più potenti, sono notevolmente migliorati.


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