Facebook, attenti al tag: non sono amici ma virus

05 maggio 2016 ore 10:30, Lucia Bigozzi
Occhio al “taggaggio”. Dietro alla semplicissima notifica che ci segnala di essere stati taggati nel post di un amico, potrebbe nascondersi un nuovo virus informatico. E’ l’ultima “frontiera” di chi si ingegna a infettare i computer degli altri. L’allarme gira sulla rete e prende di mira Facebook, la piattaforma attraverso la quale – proprio con le notifiche ai post – i malintenzionati entrano in azione. E non è la prima volta che il virus mette nel target la “creatura” social di Mark Zuckerberg. Ma come funziona?

Facebook, attenti al tag: non sono amici ma virus
Secondo quanto circola nella rete il meccanismo è semplice ma gli effetti – appunto – sono devastanti. In pratica riceviamo la notifica che siamo stati taggati nel post di una delle persone che fanno parte della nostra community di “amici
”. Il tag è vero ma in realtà appartiene a un’altra persona che come noi, ignara di tutto, ha già messo in circolazione il virus informatico. Accade soprattutto con i video: il post in questione contiene il video di un amico che ha taggato il nostro account. Se noi clicchiamo quel video, automaticamente veniamo indirizzati a una pagina esterna a Facebook da dove parte l’attacco al nostro computer. Se non eseguiamo alcuna operazione, non succede nulla, quindi occhio al tag e al video. Una volta infettato, il pc ripeterà la stessa operazione con i tag agendo sugli account di altri amici della nostra comunità, sfruttando il fatto che il video e il post “incriminati” continuano a scorrere sulla nostra bacheca alla quale sono collegati tutti gli amici con i quali siamo in contatto social. C’è già un precedente che riguarda gli attacchi informatici sui social network. L’ultimo in ordine temporale, risale al febbraio scorso quando un virus di nuova generazione, ha creato non pochi problemi agli utenti dei pc perché non solo era in grado di mettere fuori uso il computer ma anche di “rubare” le password per poi accedere ai conti bancari degli utenti. 

Del caso si sta occupando la Polizia postale che ha avvertito gli utenti con un messaggio che in poco tempo ha raggiunto ed è stato condiviso da ben 47mila utenti e già il numero dà il senso delle dimensioni del fenomeno. Come difendersi. Nell’ultimo caso che abbiamo appena descritto, è necessario segnalare l’anomalia a Facebook e all’amico che inconsapevolmente è stato il tramite della diffusione del virus informatico. Più in generale, l’accortezza da seguire è non eseguire alcuna operazione, tantomeno aprire o cliccare sui contenuti che vengono postati sui nostri profili social. Altre due “dritte”: segnalare sulla nostra bacheca che non abbiamo taggato alcun video o foto e di non aprire link correlati inviati con il nostro nome, proprio perché c’è un virus dietro all’intera operazione. L’altra contromisura è quella di proteggere il computer con un potente anti-virus di ultima generazione. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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