Unioni civili, per la prima volta seconda fiducia sui temi etici. La Chiesa ha fallito?

05 maggio 2016 ore 11:35, Americo Mascarucci
Il premier Renzi è deciso ad accelerare sulla legge sulle unioni civili facendo approvare il 9 maggio dalla Camera il testo uscito dal Senato e "depurato" della stepchild adoption (l'adozione per una coppia gay del figlio biologico del partner) considerata dai cattolici della maggioranza "un incentivo all'utero in affitto" (pratica condannata ieri da una mozione piuttosto blanda di Area Popolare approvata a maggioranza ma senza il riconoscimento del reato di maternità surrogata previsto invece da altre mozioni respinte). 
Come già a Palazzo Madama anche alla Camera sarà messa quasi certamente la fiducia. 
E qui i malumori non mancano perché nessun Governo mai prima d’ora aveva mai posto la fiducia sulle questioni etiche. 
In passato si è sempre cercato di salvaguardare la libertà di coscienza dei parlamentari, senza imporre discipline di partito. Anche perché le divergenze sulle tematiche etiche riguardano anche il mondo cattolico dove non tutti hanno la stessa visione per ciò che concerne i principi dottrinali. Renzi è un cattolico di "scuola fiorentina" dunque espressione di quel cattolicesimo "progressista e di sinistra" che ha avuto sui temi etici posizioni spesso in disaccordo con la Chiesa.

Unioni civili, per la prima volta seconda fiducia sui temi etici. La Chiesa ha fallito?
Una libertà di coscienza che è stata sempre difesa quando si trattava di andare contro la Chiesa sui temi del divorzio, dell’aborto, della legge 40 ecc. ma che oggi sembra non essere più concessa a quei cattolici che, democraticamente, non si sentono di dare il via libera ad una legge sulle unioni civili che, stepchild a parte, continua a risultare indigesta a parecchi. Perché il via libera dei cattodem e degli alfaniani, unito alla quasi accondiscendenza di una Cei che dopo aver alzato le barricate sembra oggi garantita dallo stralcio delle adozioni (ma l’argomento sarà presto inserito in un nuovo disegno di legge in fase di elaborazione) non ha soddisfatto minimamente il popolo del Family Day sceso in piazza per difendere la famiglia fondata sul matrimonio. Un popolo nel quale si riconoscono anche diversi parlamentari dell’attuale maggioranza "costretti" a barattare la propria coscienza con la lealtà nei confronti del Governo. 
E a questo punto viene da chiedersi se la Chiesa non abbia fallito, visto che proprio da un premier cattolico arriva un attacco senza precedenti contro la libertà di coscienza e il diritto del cattolico a difendere i propri principi. Perché la Chiesa tace? E' sufficiente annacquare un testo di legge, depurandolo delle parti più indigeste per poter ammainare la bandiera della difesa dei temi etici? Oppure la Cei si è talmente allineata alla "scuola fiorentina" da ritenere ormai i temi etici una battaglia persa?

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