Motoseghe a scoppio per aprire le casseforti: “Caterpillar” sgominata la banda dei bancomat

05 maggio 2016 ore 13:46, intelligo
di Luciana Palmacci 

Con l'operazione 'Caterpillar', coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, la polizia di Stato sembra aver sgominato “un'agguerrita banda dedita al furto di apparecchi bancomat e di casse continue". Assalti in grande stile per la presunta associazione a delinquere specializzata nella commissione di reati contro il patrimonio, in particolar modo in furti con scasso ai danni di apparecchi bancomat, casseforti di rifornimenti di carburante, supermercati e istituti di credito, arrestata dagli agenti della polizia di Stato di Catania. 
Motoseghe a scoppio per aprire le casseforti: “Caterpillar” sgominata la banda dei bancomat

Sarebbero 11 le persone finite in manette ad Acireale: in carcere Giovanni Costanzo, Mario Cantarella, Rosario Fichera, Sebastiano Leonardi, Fabio Longo, Camillo Costanzo. Ai domiciliari invece: Orazio Mangano, Giuseppe Greco, Gianluca Alfio Cosentino, Francesco Rapisarda, Sebastiano Granata. Nell'operazione sarebbe finito ai domiciliari anche Francesco Rapisarda, più noto come Ciccio Ninfa, che sarebbe accusato di aver fornito supporto logistico per la banda e di essere l’autore nei mesi scorsi del manifesto celebrativo del battesimo del figlio ritratto con una coppola e la frase a chiaro riferimento mafioso. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo agiva con l'utilizzo di potenti motoseghe "a scoppio" del tipo utilizzato dai Vigili del Fuoco per gli interventi d'emergenza, foravano i contenitori blindati delle "casse automatiche" dei rifornimenti, avendo cura di usare un adesivo che aveva la funzione di coprire il buco in caso di arrivo ignari automobilisti che, alla vista del danno, avrebbero potuto dare l'allarme. Per le "casse continue" e i "bancomat", invece, veniva utilizzata una ruspa portata sul posto con mezzi pesanti rubati, con la quale demolivano anche pareti esterne pur di rubare le casseforti. La struttura dell'organizzazione, poi, era caratterizzata dall'attribuzione di ruoli e specializzazioni ai singoli associati i quali mettevano a disposizione la "professionalità criminale" acquisita nel corso del tempo, dando il proprio specifico contributo. 

Un fenomeno radicato che secondo i dati ABI del 2015 aveva segnalato alcuni lievi aspetti di ripresa di rapine e furti nel settore bancario. Un’inversione di tendenza rispetto al 2014 con un incremento di circa di 6,5 rapine al mese già nell’ultimo trimestre del 2014.
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