Chi salva Salvini a Bologna? La visita del leader leghista finisce a scontri e cariche

05 maggio 2016 ore 13:50, Americo Mascarucci
Un tempo toccava al leader storico del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante essere accolto dai cortei e dalle contestazioni dell'ultra sinistra ogni volta che arrivava in una città per tenere un comizio.
Oggi tocca a Matteo Salvini. 
Ieri si è beccato una dura contestazione a Roma al quartiere de La Montagnola, dove un gruppo di persone lo ha invitato ad andarsene facendogli chiaramente capire che la sua visita non era gradita.
Oggi a Bologna si sono verificati scontri  tra la Polizia e i manifestanti che hanno partecipato ad un corteo indetto dai collettivi studenteschi dell'estrema sinistra e dai centri sociali proprio per protesta contro la visita del leader del Carroccio in città. 
I manifestanti anti-Salvini hanno tentato di raggiungere la Facoltà di Ingegneria dove il leader della Lega ha incontrato il Rettore dell'Università di Bologna, Francesco Ubertini ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine contro cui hanno lanciato ortaggi e uova. La Polizia ha dovuto effettuare alcune cariche per disperdere i manifestanti.
Ora, che Salvini non piaccia ci può stare, così come è legittimo che si contestino le sue idee se non condivise. Ma che ogni visita del leader del Carroccio, soprattutto a Bologna, debba dare luogo a cortei e scontri con le forze dell'ordine, questo è francamente inaccettabile. Soprattutto perché dà tanto l'impressione della volontà di affermare un principio fortemente anti-democratico: quello cioè di impedire all'avversario politico di parlare in nome di presunti principi di libertà e di democrazia. Proprio come avveniva con Almirante, cui si voleva impedire di parlare in nome dell'esigenza di difendere la democrazia dalle sue idee. Ma la democrazia si dovrebbe basare sulla libertà di dissentire e combattere l'avversario difendendo nel contempo il suo diritto di esprimersi e di manifestare il proprio pensiero. Cosa che nel caso di Salvini rischia di non avvenire.  

Chi salva Salvini a Bologna? La visita del leader leghista finisce a scontri e cariche
"Non è possibile - ha detto Salvini - che ogni volta Bologna sia ostaggio di un manipolo di delinquenti che vanno a scontrarsi con la polizia, che lanciano oggetti, fanno casino, quella non è contestazione, è delinquenza e come tale va trattata. Se studiassero di più - ha detto - farebbero meglio alla costruzione del loro futuro. Poi se qualcuno contesta le idee di Salvini con le proprie idee è benvenuto". 
La parte più difficile è proprio questa, contestare le idee degli altri con le proprie. Quando si hanno.
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