Il rock parla di chemioterapia: con ‘Folfiri o Folfox’ gli Afterhours si ispirano a Morgan

05 maggio 2016 ore 15:30, intelligo

di Marina Simeone

Gli Afterhours tornano, dopo un 2015 dal sapore amaro, in attesa dello scioglimento definitivo del gruppo all’album in uscita il prossimo 10 giugno 2016. Una nuova estate per la band rock milanese ai primi posti nelle classifiche anni ’80. Manuel Agnelli, a dispetto del tempo trascorso, esibisce il suo look intramontabile: giacca scura, jeans e stivali neri, persino i capelli tornano lunghi per l’occasione.  Tuttavia niente è più lo stesso; il cambiamento vero è avvenuto ed è profondo, riguarda la composizione della band e riguarda il percorso individuale dei musicisti del gruppo. Giorgio Prette e Giorgio Ciccarelli hanno abbandonato il gruppo in sostituzione sono entrati Stefano Pilia, chitarrista storico dei Massimo Volume oggi impegnato in tournée mondiale con una delle regine della nuova musica africana, Rokia Traoré, e Fabio Rondanini, batterista, che suona fisso con i Calibro 35 e fa il turnista per molti altri.

Il rock parla di chemioterapia: con ‘Folfiri o Folfox’ gli Afterhours  si ispirano a Morgan
Finito il tempo delle notti pazze e dannate, a fare da collante rimane la musica, a cui ognuno si dedica e nella quale ognuno riconosce la propria particolarità. In una intervista a Repubblica, Manuel Agnelli ammette: "Non viviamo sotto lo stesso tetto, non andiamo a bere o a donne insieme, anzi in molti casi viviamo addirittura in città diverse, però lo spirito che ci anima è molto forte". Lo spirito di creare e parlare di se stessi, del proprio passaggio attraverso la vita e quindi oltre il dolore, la sofferenza profonda. “In questi anni molti di noi hanno avuto dei lutti. Capita, man mano che procedi nella vita. Io ho perso mio padre.” – continua a spiegare Manuel Agnelli – “Ma il nostro è anche un disco di rinascita perché il dolore se non ti annienta ti fa trovare energie che non pensavi di avere. ‘Folfiri o Folfox’ il titolo del disco, in ricordo di due trattamenti di chemioterapia, a coronamento di un album che parla di malattia, senza essere scuro come si ci aspetterebbe. Copertina nera, su cui si staglia una orchidea maculata, la speranza odorosa, che fuoriesce dal buio della notte.  Con questo disco la band milanese ammette di aver eliminato tante tossine, cose che facevano stare male. Musicalmente invece Manuel Agnelli orgogliosamente ribadisce che ognuno ha messo una parte così forte di sé che suona molto rotondo. È anche, in totale controtendenza di mercato, un disco doppio, di diciotto brani.

Il rock di rottura diventa adulto e alle ballate comunque presenti nel disco si associano momenti di riflessione acuta. Così nel brano “Oggi” la realtà prende il sopravvento. Un inizio quasi languido, pinkfloydiano, poi una chitarra acustica, una voce profonda che dice: "E non c'è altro modo di decidere/ dalla finestra della tua stanza ci entra il sole/ davvero l'hai meritato/ che possa non andare più via".  Si parla di chemioterapia invece in “E ti cambia il sapore”, i risvolti psicologici di una cura che ti fa scendere all’inferno per riportarti alla vita. Finite le illusioni che hanno accompagnato gli anni ’70 e ’80 il rock senza rassegnarsi alla disillusione esce volontariamente dalla riserva indiana, per poter essere artefice del proprio destino, per parlare alla gente anche “abbassandosi” a partecipare a talent. Un po’ come ha fatto Morgan spiega Manuel Agnelli, così si diventa realmente incisivi perché “L'alternativa non esiste più: è solo una parola vuota che definisce un genere musicale e non è neppure un genere musicale più libero degli altri. Oggi, anzi, è sempre più spesso vincolato a egoismi e a un'estetizzazione estenuata, è solo moda, non è neanche più un'attitudine. Bisogna andare dove c'è la gente ma naturalmente portando se stessi".

autore / intelligo
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