La raffinazione dell'olio di palma "un rischio per la salute": il dossier-verità dell'Efsa

05 maggio 2016 ore 15:23, Lucia Bigozzi
Oli vegetali e olio di palma sotto la lente di ingrandimento europea. L’Efsa, ovvero l’Authority sulla contaminanti nella catena alimentare, che ha sede a Parma ed è composta da un gruppo di esperti, tecnici e ricercatori, ha chiuso un’indagine decretando che i contaminanti a base di glicerolo presenti nell'olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, ad esempio nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, sono tra le cause di potenziali problemi di salute per chi mediamente fa uso di prodotti che contengono questi elementi.  L’analisi è stata calibrata sui rischi per la salute pubblica derivanti da alcune sostanze: i glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Si tratta di sostanze che si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature (circa 200° C). 

La raffinazione dell'olio di palma 'un rischio per la salute': il dossier-verità dell'Efsa
In particolare gli esperti dell’Efsa scrivono che “l'esposizione ai glicidil esteri degli acidi grassi dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti
(Ge) costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”, come ha precisato Helle Knutsen, presidente del gruppo Contam. In particolare, si legge nel comunicato dell'Efsa "trattamenti cronici con glicidolo aumentano l’incidenza di tumori in diversi tessuti di ratti e topi, probabilmente attraverso un meccanismo genotossico”. Helle Knutsen, aggiunge che"ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo sia genotossico e cancerogeno, pertanto il gruppo CONTAM non ha stabilito un livello di sicurezza per i GE”. Una passaggio specifico riguarda i bambini, come si legge nel comunicato: “L’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”.

Tuttavia, l’analisi dell’Efsa ha evidenziato che “i livelli di Ge negli oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie alle misure volontarie adottate dai produttori. Ciò ha contribuito a un calo importante dell'esposizione dei consumatori a dette sostanze”.  Nelle 160 pagine del dossier Efsa si mette in evidenza come i tre contaminanti indicati si formino durante i processi di raffinazione di oli vegetali a temperature elevate che raggiungono anche i 200° C.  A livello nazionale il consumo del grasso vegetale è alto e viene stimato che il consumo pro-capite può arrivare anche a 12 grammi al giorno. Su questo, Federconsumatori lancia l’allarme chiedendo “provvedimenti seri ed immediati da parte delle autorità competenti per tutelare la salute dei consumatori, specialmente dei più giovani, più vulnerabili e maggiormente inclini al consumo degli alimenti sotto accusa. Azioni immediate volte a porre definitivamente l’olio di palma fuori dalle nostre tavole”.
autore / Lucia Bigozzi
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