Per la prima volta il bacio "rubato" sulla guancia non è violenza sessuale: i precedenti

05 maggio 2016 ore 17:33, Lucia Bigozzi
I giudici con l’ermellino non hanno dubbi: un bacio “rubato” e dunque fugace, su una guancia non è atto sessuale, ma “solo” violenza privata. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione che hanno esaminato il ricorso, poi accolto e relativo alla riqualificazione del reato, di un 45enne pugliese che era stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una quindicenne: si tratta del portiere di uno stabile dove abita la ragazza. Secondo l’accusa avrebbe tentato di baciare la ragazza sulle labbra, e poi il “ripiego” su un bacio più ‘soft, ma comunque catalogabile come violenza sessuale per i giudici che lo hanno condannato. Con la sentenza n. 44480/2012, la Corte di Cassazione conferma la condanna. 

Per la prima volta il bacio 'rubato' sulla guancia non è violenza sessuale: i precedenti
Nel ricorso alla Suprema Corte, l’uomo ha chiesto di rivedere la tipologia di reato. Nella sentenza, la prima del genere in Italia, i giudici scrivono
che “la natura di atto sessuale del bacio sulla guancia non è affatto scontata (chè anzi il bacio sulla guancia è, secondo consuetudine, percepito come manifestazione di affetto o dato in segno di saluto)”. Per questo, va valutata la “circostanza concreta del caso”, annotano i giudici che poi argomentano: “Ognuno infatti vede che una cosa è baciare repentinamente (ma puramente e semplicemente) una persona sulla guancia, altra è - per esempio - baciare un’alunna in luoghi appartati, trattenendola per i fianchi, chiedendole di essere baciati e rivolgendole apprezzamenti per il suo aspetto fisico, o il bacio sulla guancia dato nel tentativo di raggiungere la bocca”.  Riguardo al caso specifico, per la Cassazione “non vi è dubbio che il semplice e fugace bacio sulla guancia, dato senza alcuna interferenza nella sfera sessuale della vittima, non possa essere oggettivamente considerato come ‘atto sessuale’ alla stregua del significato ‘sociale’ che al gesto dell’imputato può essere oggettivamente attribuito”. E’ sulla scorta di questa determinazione che si è arrivati alla riqualificazione del reato in “violenza privata” (prima era catalogato nella sfera degli atti sessuali) e il rinvio del caso alla Corte di Appello di Lecce che ora dovrà ricalcolare la condanna per il bacio sulla guancia alla ragazza minorenne. Respinta, invece, la parte del ricorso sulla mancata concessione delle attenuanti generiche.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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