Trump alla conquista dell'America. Un miliardario alla Casa Bianca?

05 maggio 2016 ore 21:14, Andrea Barcariol
Dopo il ritiro del senatore ultra conservatore del Texas Ted Cruz e di John Kasich, Donald Trump sembra sempre più lanciato verso la Casa Bianca. Secondo un sondaggio Rasmussen, per la prima volta, il miliardario newyorchese ha sorpassato Hillary Clinton a livello nazionale ed è in testa in una ipotetica sfida finale per la Casa Bianca con il 41% contro il 39% dell'ex first lady. Nel mese di marzo la Clinton era a +5%. Una crescita inarrestabile confermata anche dal voto in Indiana. Altre conferme arrivano da un sondaggio di Nbc News secondo il quale il 56% dei Repubblicani hanno ammesso di voler sostenere il tycoon. Tuttavia, il 67% degli americani, repubblicani e democratici, hanno detto che il magnate non ha la personalità per ricoprire la carica di presidente degli Stati Uniti. Trump ha bisogno di 1.237 delegati per garantire la nomina al primo turno alla Convention nazionale repubblicana che si terrà a Cleveland, Ohio, nel mese di luglio.

Trump alla conquista dell'America. Un miliardario alla Casa Bianca?
Personaggio controverso, politicamente scorretto e dai modi rudi e sbrigativi, Donald Trump sta facendo mambassa di voti ed è pronto alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressività. I due si punzecchiano in continuazione: l'ex first lady lo prende di mira per il suo linguaggio troppo crudo, augurandosi un domani in cui "l'amore sconfigga l'odio", lui è più sprezzante nel dire che l'appeal della Clinton deriva soltanto dal genere: "Francamente, se fosse un uomo, non credo che arriverebbe al 5% dei voti".
Perché Trump piace così tanto agli americani? Questa è la domanda che in tutto il mondo si stanno facendo. Tutto è cominciato con il muro da costruire al confine col Messico, pagato dai messicani, per tenere fuori dagli Usa gli illegali. Poi sul tema dell'immigrazione altre posizioni durissime: "Non dobbiamo fare entrare i rifugiati". Ma non solo. A conquistare gli americani ci sono anche le proposte economiche, dall'abolizione della riforma sanitaria di Obama allo slogan: "Rifare grande l’America". Un populismo nell’era di Twitter che gli ha consentito in particolare di conquistare l’elettorato bianco della classe media e bassa, che si sente sempre più emarginato e minacciato dalla crescita delle minoranze.
A rendere ancora più mediatica la sfida non poteva mancare la profezia di Nostradamus. Sono in molti a leggere nelle quartine del veggente anche l'elezione del magnate americano. Nella Prima centuria (Quartina 40) c'è scritto che il "false trumpet" (Trump, appunto) da presidente degli Stati Uniti "farà sì che Bisanzio (per molti la Grecia, Paese-chiave nella rotta dei migranti, ndr) cambi le sue leggi". Nella Quartina 57 si legge: sempre il false trumpet "provocherà grande discordia. Un accordo si spezzerà" e, con riferimento al "volto ricoperto di latte e miele giace a terra", molti hanno pensato a Israele che, secondo la Bibbia (Numeri 13, 27-29) e la Torah ebraica, è il "Paese dove scorre il latte e il miele". Per sapere la verità bisognerà aspettare novembre.

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