Il pasto è servito, al contrario: arriva la dieta anti-diabete. I numeri dell'Oms

05 maggio 2016 ore 21:28, Andrea Barcariol
Stravolgere il classico pasto con il primo che diventa il secondo e viceversa. La novità arriva dal 26esimo Congresso della Società italiana di diabetologia (Sid), in corso a Rimini. Mangiare proteine e lipidi prima dei carboidrati, infatti, aiuta a domare la glicemia evitando i picchi dopo i pasti (secondo gli esperti ci sarebbe una riduzione del 30%). I "conservatori" potranno cominciare con un antipasto 'carbo-free' e, solo dopo, passare allo spaghetto. "La dieta costituisce un vero e proprio strumento terapeutico che affianca la terapia farmacologica durante tutto il decorso della malattia diabetica", spiega Giorgio Sesti, presidente eletto della Sid. Una dieta 'doc', infatti, "permette di migliorare il controllo glicemico e di prevenire eventi cardiovascolari attraverso la riduzione dei fattori di rischio" come la pressione alta o livelli fuori soglia di grassi nel sangue. Mangiare sano non significa sacrificare il gusto: "Un ottimo esempio è la dieta mediterranea, non a caso inserita dall'Unesco tra i Patrimoni culturali immateriali dell'umanità".

Il pasto è servito, al contrario: arriva la dieta anti-diabete. I numeri dell'Oms
Tra i consigli: contenimento dell’alcol che fa crescere la glicemia, frutta per spezzare il digiuno tra un pasto e l’altro evitando quella troppo dolce (banane, cachi, uva e fichi) e preferendo invece quella estiva (mele, pere, agrumi e fragole) mentre vanno mangiate con moderazione le ciliegie. Bene invece pane e pasta integrali, verdure, olio extravergine d’oliva e gelato. Tra le proteine, al primo posto ci sono certamente i legumi, al secondo il pesce, soprattutto quello azzurro, che contiene Omega 3
Nel mondo sono 422 milioni le persone con il diabete, circa l'8,5% della popolazione globale, un numero quadruplo rispetto al 1980. Sono i dati dell'Oms che stima in 1,5 milioni di morti l'anno il peso della malattia, con altri 2,2 milioni di decessi causati dall'eccesso di glucosio nel sangue. Più della metà dei diabetici nel mondo vivrebbe nel Sudest asiatico e nella regione del Pacifico dove le abitudini alimentari sono molto cambiate negli ultimi anni.
L'Oms sollecita gli Stati membri a prestare una particolare attenzione al diabete e a mettere a punto piani di lotta nazionale contro la malattia, favorendo l'accesso all'insulina a un prezzo abbordabile e scoraggiando certi stili di vita che ne alimentano l'insorgenza come il consumo smodato di zuccheri. "Uno dei nuovi obiettivi indicati dall'Onu è di ridurre i casi del 30% entro il 2030 - sottolinea il direttore generale dell'Oms Margaret Chan - Se vogliamo veramente fare qualche passo per fermare questa ascesa, dobbiamo ripensare la nostra vita di tutti i giorni mangiare meglio, essere fisicamente attivi ed evitare l'eccesso di peso. Anche nei paesi più poveri i governi devono assicurarsi che le persone possano fare queste scelte salutari e che i sistemi sanitari siano in grado di prendere in carico i pazienti".
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