Pedofilia, i dati choc di Telefono Azzuro. Mattarella: "Le leggi da sole non bastano"

05 maggio 2016 ore 21:31, Andrea Barcariol
Si parla molto di pedofilia in questi giorni a causa di due terribili fatti di cronaca. Un fenomeno, purtroppo, in costante aumento secondo Telefono Azzurro che, in occasione della Giornata per la lotta a pedofilia e pedopornografia, ha pubblicato come ogni anno un dossier con i dati ricavati dalle segnalazioni ricevute dalle linee di ascolto per l'emergenza infanzia e dal servizio chat. Solo nel 2015 le linee hanno gestito più di 4.724 richieste di aiuto di bambini e adolescenti, delle quali 241 hanno riguardato situazioni di emergenza per abusi sessuali. Una tendenza in crescita rispetto agli anni passati, che diventa ancora più significativa se si considerano anche le segnalazioni ricevute dal 114 legate alla pedopornografia online (8,8%), raddoppiate rispetto al 2013 (4,4%). La maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengono messi in atto da persone conosciute, per lo più della famiglia, ma si riscontra un trend in aumento nella percentuale di responsabili estranei o amici/conoscenti esterni al nucleo familiare della vittima. Bimbe e adolescenti sono vittime di abusi per il 65% delle segnalazioni: poi l’alta percentuale dei minori di 11 anni (oltre il 40%). Si conferma la prevalenze delle vittime di nazionalità italiana (circa l’85% dei casi). I bambini stranieri che chiedono aiuto al 114 risultano più coinvolti dei coetanei italiani nelle segnalazioni di sfruttamento della prostituzione e turismo sessuale.

Pedofilia, i dati choc di Telefono Azzuro. Mattarella: 'Le leggi da sole non bastano'
"Per ogni bambino che è vittima di abusi c’è qualcuno che sa e non parla, ma i bambini raccontano" - spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che rinnova l’appello al Parlamento e al Governo affinché venga predisposto un piano di azione per il contrasto della pedofilia, degli abusi e dello sfruttamento sessuale. Sull'argomento è intervenuto anche il presidente della repubblica Sergio Mattarella. “La lotta alla pedopornografia passa anche attraverso una corretta educazione in grado di insegnare la cultura del rispetto per l’altro. Per questo occorre mobilitare tutti i soggetti che entrano in contatto con il mondo dei giovani, la scuola, le attività educative, i media, i social network, affinché contribuiscano a questa causa e rifiutino ogni forma di indifferenza nei confronti degli abusi sui minori.  Nonostante l’impegno quotidiano delle nostre forze dell’ordine, la cronaca riporta ancora esempi di abuso sessuale sui minori, a volte resi possibili dall’omertà degli adulti. Per combattere questi fenomeni, gravi e intollerabili, occorre uno sforzo collettivo, da parte delle istituzioni e della società civile: le leggi da sole non bastano”. La prima celebrazione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia si è tenuta il 5 maggio 2009.









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