Risiko destro e sinistro per il Campidoglio. Marchini ha uno sponsor: Caltagirone

05 marzo 2013 ore 15:44, Alessandra Mori
Risiko destro e sinistro per il Campidoglio. Marchini ha uno sponsor: Caltagirone
Si apre il Risiko per la corsa al Campidoglio. In casa centrodestra e in quella del Pd il gioco è cominciato e procede a ritmi sostenuti. La poltrona di sindaco della Capitale è ambita. L’ha puntata Giorgia Meloni, ex aennina, corrente dei cosiddetti “gabbiani”, ora fondatrice di Fratelli d’Italia. Gioca a fare l’eterna indecisa, l’eterna ragazza della destra. La sua strategia è attendista, aspettando le primarie, idea rafforzata dal suo sodale e sponsor Fabio Rampelli. Anche nel 2008, prima dell’ufficializzazione della candidatura di Alemanno, Giorgia era in gran quota ma poi ci fu la convergenza sul nome di Alemanno che aveva già provato nel 2006 contro un invincibile Veltroni. Meloni ora fa le prove tecniche su Roma, lei innamorata della sua Garbatella, sa che ora bisogna ricostruire partito e consenso, ripartendo dal territorio, proprio dove la destra ha perso. Vedere il botto dei grillini in quartieri come Tor Bella Monaca. I ben informati sostengono che le piacerebbe l’esperienza di prima cittadina, finalmente sdoganata dal paternalismo di Fini e poi del Cavaliere. Sempre a Fratelli d’Italia non dispiacerebbe giocare la parte di chi vuole riunire e ricostruire la destra. Ma deve fare i conti con i numeri. Solo nove deputati non possono molto e allora i Fratelli avrebbero fatto un pensierino alla Destra di Storace per riunirsi. L’ex governatore ieri, piccato, ha smentito su twitter lo scenario tracciato da Intelligonews, secondo lui fantasioso, ma i nostri spifferi accreditano questa versione. Ad ogni modo, tra ipotesi e realtà, il risiko s’infittisce. Veniamo ad Alemanno. Il sindaco, da quando è sindaco, non ha pace. Tra stravolgimenti di giunta e cambi di poltrone ha dovuto fronteggiare una maggioranza instabile e poco attrezzata al governo della città. Di fronte alle forti aspettative dei romani ( nel 2008 molti quartieri romani che tradizionalmente votavano a sinistra virarono a destra ) la “parentopoli”, il caso Piccolo, il problema immondizia irrisolto, la criminalità in aumento ( vinse le elezioni promettendo una Roma sicura) ora Alemanno non può tirarsi indietro e dice di voler sfidare i potenziali competitor alle primarie. Pone solo un veto: primarie ci saranno ma solo con nomi credibili. Allora sì, lui scenderà sullo stesso terreno. E poi ci sono i moderati. Qualcuno vuole scendere in campo per le primarie, come l’ex ministro Baccini. A sinistra il risiko è vivacissimo. Le ultime danno in ascesa il nome di Alfio Marchini, volto nuovo della sinistra. L’imprenditore ha dichiarato di voler partecipare alle primarie, ma ha subito trovato il no di Miccoli, perché trattasi, secondo il segretario, di personaggi che non hanno avuto successo. E sempre i ben informati sostengono che il suo nome sarebbe molto gradito a Caltagirone e a D’Alema. Lui, Alfio, vorrebbe fare l’Ambrosoli della situazione, il progressista che vuole tornare nella casa dell’Udc e di Monti. Ma dovrà fare i conti con Patrizia Prestipino che scalpita, prima a proporsi per le primarie. A proposito, proprio poco fa proprio Storace in un tweet avverte: «State attenti a ste primarie di Roma. Se la sinistra fa un’operazione “Beautiful” frega voti a destra e ci fai assai con il duello rusticano». Si aspetta infine che Ignazio Marino, anche lui in lizza, sciolga la riserva e dica sì. Domani si riunirà per questo la direzione nazionale. Vedremo.
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