Mucci (A.Libera): "Avevamo ragione noi, il Grillo anti-sistema ha favorito Renzi"

05 marzo 2015, Andrea De Angelis
La metamorfosi del Movimento 5 Stelle passa dai fuoriusciti al calo nei sondaggi, fino alla recente intervista di Beppe Grillo a Il Corriere della Sera nella quale il leader si mostra possibilista al dialogo con la maggioranza per alcuni specifici punti dell'agenda politica. Un cambiamento di rotta? La fine del Movimento come forza politica diversa dalle altre e, per sua natura, non incline al dialogo? IntelligoNews ne ha parlato con la deputata Mara Mucci, ex pentastellata e dal 26 gennaio in Alternativa Libera...  
Mucci (A.Libera): 'Avevamo ragione noi, il Grillo anti-sistema ha favorito Renzi'
  Grillo dalla rete al Corriere della Sera con un Renzi sempre più attivo su Twitter: si è capovolta la situazione? Avevate allora ragione voi fuoriusciti nell'invitare il leader al dialogo con gli altri partiti e con i maggiori mezzi di comunicazione? «Assolutamente, sono due anni che lo diciamo. Se non utilizzi i media risulterai inefficace e Grillo adesso finge di ritornare sui suoi passi, ma da uomo di spettacolo queste cose le sapeva anche prima». Se le sapeva anche prima perché ha aspettato così tanto? Dobbiamo pensare al ruolo di Casaleggio, a un errore dovuto all'inesperienza, all'essersi innamorato di un progetto utopico? «La sua strategia era rivolta solamente al web perché tutto ruotava intorno al blog. Loro volevano utilizzare solamente quel canale, ma è autoreferenziale, non parla agli altri cittadini! Questo è dimostrato dal calo di consensi che deriva da un'azione politica totalmente ininfluente». Così si è rafforzato Renzi: il messaggio che passa è che da un lato ci sono i costruttori e i riformatori e dall'altro i gufi e chi occupa i tetti? Il professor Becchi ci ha appena detto che il Movimento come forza anti-sistema è finito. «Il Movimento 5 Stelle si era proposto come forza anti-sistema, ma è diventata assolutamente propedeutica al sistema e lo dimostra la crescita del consenso di Renzi. Il modo divisivo con cui fa politica il 5 Stelle, l'essere sempre contro tutti diventa propedeutico al sistema».  Il nostro direttore  in un editoriale ha scritto che per natura il M5s doveva avere la maggioranza assoluta o cercare di sfasciare il sistema. Visto che la seconda ipotesi non è percorribile, probabilmente il progetto era già stato reso vano dall'esito delle elezioni, dal non aver ottenuto cioè la maggioranza assoluta. In fondo il dialogo con le altre forze politiche non era neanche un'ipotesi... «Sicuramente il dialogo non era previsto, è stato detto in tutte le piazze. Il punto è comunque quello: o tu raggiungi la maggioranza dei consensi, oppure con un'azione politica di questo tipo ti releghi nell'angolino, da solo». Ultimamente Grillo non si rivolge più a Renzi chiamandolo "ebetino". Anche questo è un segnale chiaro del cambio di rotta? «Non mi interessa questa cosa, Grillo è talmente ondivago che ha fatto avanti e dietro continuamente ed è questo che ha disorientato gli elettori. All'inizio Renzi era l'ebetino, poi è stato legittimato dal voto, quindi è tornato ad essere l'ebetino e oggi cambiano di nuovo i modi e i toni. Qual è il vero problema allora? «I vertici, perché non sono i parlamentari che dettano la linea politica. Non hanno strategia, non vedono il futuro, non sanno neanche che cosa vogliono. Vanno cioè dietro la situazione del momento: ora conviene cambiare strategia e magari tra due settimane non converrà più perché ci saranno altrimenti temi». Quindi? «Quindi trovino loro, il Direttorio o chi decide perché io ancora non l'ho capito bene, una strategia che non duri una settimana. Questo lo dico per il bene di un gruppo che poteva diffondere un modo diverso di fare politica, ma ha fallito su tutta la linea». Al di là di voi fuoriusciti ci sono conseguenze anche tra i militanti. Ora visto che lei come i suoi colleghi dovete dar conto del vostro operato a chi con il voto vi ha permesso di essere deputati e senatori della Repubblica, che pensiero ha per l'elettorato? Bisognerà pur spenderla una parola... «In una situazione come questa che non esiste il salvatore della patria. All'elettore dico che dovrà iniziare comunque a fare un percorso personale per capire che cosa prendere di buono attraverso tutte le realtà, perché il buono assoluto non esiste. Il tema non è la mera onestà, ma portare con onestà dei risultati a casa per i cittadini e su questo il Movimento 5 Stelle purtroppo ha fallito». Tradotto: la politica è, anche nel XXI secolo, l'arte del compromesso? «Ma sì, ma come fai a pretendere che si faccia esattamente il 100% di quello che vuoi? Tra l'altro quando sei all'opposizione! Mi sembra veramente impossibile».    
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