Esclusiva, Iannone (CasaPound): "Con Salvini convergenza su tre temi, no patto di sangue. Ma su carceri e tessera del tifoso..."

05 marzo 2015, Adriano Scianca
Esclusiva, Iannone (CasaPound): 'Con Salvini convergenza su tre temi, no patto di sangue. Ma su carceri e tessera del tifoso...'
“CasaPound e la Lega? C'è una convergenza su temi specifici, non un patto di sangue”. Parola di Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, che a IntelligoNews spiega l'esatta natura dei rapporti tra il movimento di via Napoleone III e Matteo Salvini: “Collaboriamo su tre battaglie: su no euro, basta immigrazione, prima gli italiani. Ma su tessera del tifoso, carceri e Palestina la pensiamo in modo diverso”. I media parlano molto del rapporto fra CasaPound e la Lega. Come stanno le cose? «Fra CasaPound e la Lega c'è una collaborazione che crediamo possa evolvere nel migliore dei modi. Per ora non possiamo parlare di alleanza né di quella sorta di patto di sangue dipinto dai media per agitare lo spettro fascioleghista. Si tratta di una convergenza su tre temi». Quali? «Quelli che Simone Di Stefano, parlando a piazza del Popolo a nome di Sovranità, ha elencato con chiarezza: no euro, basta immigrazione, prima gli italiani. Sono battaglie che noi portiamo avanti da sempre, quindi per noi guardare a Salvini è stato naturale». Cosa vi piace del leader leghista? «Il fatto di aver impostato la sua linea politica sulle tre battaglie che dicevo, oltre alla sua capacità di farsi portavoce dei veri esclusi di questa società, che sono le fasce popolari italiane dimenticate da una sinistra che ha smarrito ogni vocazione sociale e che in fondo odia l'Italia e gli italiani. Inoltre mi piace il suo fregarsene dei ricatti morali e dei processi mediatici dei vari Formigli». Cosa invece non vi piace? «Con la Lega c'è una differenza ancestrale di cultura politica che ci porta a vedere in modo molto differente alcune tematiche. Faccio solo due esempi: CasaPound è stata fin da subito in prima linea contro la tessera del tifoso, un provvedimento inutile oltre che liberticida. Siamo stati fra i primi a scendere in piazza per protestare contro la tessera, mentre la Lega ne è stata promotrice, con l'allora ministro Maroni. Secondo: noi siamo molto lontani da questa mentalità che vuole il carcere come un luogo di supplizio, in cui il detenuto è lasciato all'arbitrio più totale e in fin dei conti un caso Cucchi può rientrare nel novero delle “cose che capitano”. Anche su questo tema, così come sul caso Sandri, abbiamo fatto battaglie e conferenze in tempi non sospetti. Su queste tematiche, o anche per esempio sul tema del riconoscimento della Palestina, c'è una marcata distanza fra noi e la Lega. Il che non significa che non si possa collaborare sulle battaglie sovraniste comuni, che sono tante e fondamentali». Alcuni, nell'estrema destra, vi criticano per il vostro rapporto con Salvini. Cosa rispondete? «Che non ci occupiamo dei fuochi fatui».
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