La nuova caccia alle streghe: i populismi che temono Letta e le caste

05 novembre 2013 ore 12:30, Marta Moriconi
La nuova caccia alle streghe: i populismi che temono Letta e le caste
I movimenti populisti sono sempre di più
. Dopo Beppe Grillo in Italia, c’è Marine Le Pen in Francia che nei sondaggi sta conquistando sempre maggiore consenso con il suo Front National anti globalizzazione e anti euro. Poi c’è l'Ukip in Gran Bretagna, partito indipendentista, il cui leader Nigel Farage, ha sempre portato avanti battaglie in difesa delle sovranità nazionali. E’ lui che denunciò al parlamento europeo ciò che riteneva essere il ribaltamento dei governi italiano e greco, per instaurare "Puppet Government", cioè governi fantoccio. A parte il passato, il problema reale è che i partiti nominati potrebbero allearsi in Europa (il partito di Grillo è, infatti, l’unico non disposto a farlo). Le Pen e Farage interloquiscono e ci aveva provato anche la Lega, con Borghezio, a dialogare con entrambi. E poi c’è il confronto con il CH l'Fpoe austriaco, quello di Joerg Haider morto in un tragico (e misterioso per alcuni) incidente stradale e che è stato sostituito da Strache. E che dire del Vlaams Belang belga e dell’estrema sinistra greca, Syriza? Più noto alle cronache però, il nazionalismo anti-europeo di Alba Dorata, vittima di un attentato su cui si indaga: si parla di sospetti su servizi deviati e anarchici. Ancora: ci sono i Veri Finlandesi.  E gli ungheresi Jobbik. Forse Letta ha paura che il consenso che stanno riscuotendo in Europa possa dar vita ad una pericolosa operazione politica, capace di contrastare i think thank che comandano il mondo? C’è tutta una bibliografia virtuale in questo senso che parla degli interessi  della meta-finanza (Mes, Fiscal Compact, Redemption Fund…), di elìte che ingoiano le democrazie. Un progetto che vedrebbe nei populismi il suo unico e ultimo limite?  
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