Renzi non ha aumentato le tasse. Le ha fatte esplodere... così

05 novembre 2014, intelligo
Renzi non ha aumentato le tasse. Le ha fatte esplodere... così
di Gianfranco Librandi Qualcuno si è mai chiesto come sia possibile affermare che gli “strali” governativi spesso sono solo delle bugie? Facciamo riferimento alle tasse che sono state abbassate ovviamente. Bene, proviamo a spiegarlo con i numeri il più chiaramente possibile come è nostro stile. Le addizionali IRPEF sono subdole, non si vedono, eppure pesano più di Tasi e Tari sommate, sorprendente vero? Ecco i conti. Secondo la denuncia di Giuseppe Bortolussi (segretario della CGIA di Mestre) dal 2010 fino a tutto il 2015, le addizionali comunali e regionali aumentano per un impiegato del 35%, per un quadro del 38% e per un dirigente del 41%. L’aumento delle addizionali nel corso degli ultimi anni è stato “incoraggiato” per compensazione al taglio dei trasferimenti statali; dunque lo Stato centrale afferma di tagliare le tasse e poi le regioni e i comuni le aumentano proporzionalmente al taglio, con adeguamenti al costo corrente dei servizi e sotto-gabelle di vario genere e fatta. In conclusione l’italiano non capisce perché Renzi “sorride” e il suo portafogli si svuota. Facciamo due conti, e mettiamo a confronto Tasi e Tari con l’aumento delle addizionali Irpef (attenzione, non è che una esclude l’altra!). Per un’abitazione media con un nucleo familiare di tre persone nel 2014 questo nucleo paga di Tasi fra 150 e 170 euro, e di tari fra 300 e 350 euro. Fate la somma e seguite il calcolo che segue: di addizionale comunale e regionale un impiegato deve versare, per il 2014, 732 euro, 924 euro li deve versare un lavoratore autonomo, 1405 un lavoratore con inquadramento contrattuale di “quadro” e in ultimo 3583 euro deve versarli un dirigente. Fortunatamente da questo bagno di sangue si salva solo l’operaio che gode solo della differenza negativa fra la somma di Tasi e Tari e il totale delle addizionali che ammonta a 430 euro. Pubblichiamo lo studio della CGIA di Mestre sul calcolo delle addizionali: Gli importi sono riferiti all’anno di imposta 2014 che, come prassi, verranno pagati nel 2015, e le aliquote applicate sono quelle medie nazionali per livello di reddito. Operaio, stipendio mensile netto pari a 1.290 euro, ha visto aumentare in questi ultimi 6 anni il carico fiscale di 114 euro (+36%). Nel 2015 pagherà 429 euro (- 1 euro rispetto al 2014). Impiegato, stipendio netto di poco superiore a 1.800 euro il mese, tra il 2010 e il 2015 versa 195 euro in più, pari a un aumento del 35%. L’anno prossimo pagherà 747 euro (+ 15 euro rispetto al 2014). Lavoratore autonomo, reddito annuo di 40.000 euro ha subito un incremento d’imposta di 253 euro (+36%). Nel 2015 il peso delle addizionali sarà pari a 747 euro (+ 15 rispetto al 2014). Quadro, stipendio mensile netto di circa 3.000 euro il mese, ha subito, invece, un aggravio di 403 euro (+38%). L’anno prossimo verserà 1.455 euro (+ 50 euro rispetto al 2014). Dirigente, stipendio di quasi 7.000 euro netti il mese ha visto aumentare il peso delle addizionali di 1.094 euro (+41%). Nel 2015 le addizionali peseranno per un importo complessivo di 3.753 euro (+ 170 euro rispetto l’anno prima). In conclusione, mentre Tasi e Tari sono tasse avversate da tutti perché l’esborso è avvertito “fisicamente” dalla modalità di pagamento, le addizionali Irpef sono prelevate mensilmente alla fonte. Di fatto, con i conti sopra riportati se Tasi e Tari fanno arrabbiare, le addizionali dovrebbero almeno avvelenare il sangue, se poi le sommiamo! Prossimo step, giacché il cittadino è sensibile agli artifizi psicologici, con la semplificazione sarà eliminata ogni pratica a scadenza fissa e il prelievo fiscale avverrà alla fonte, in questo modo si potrà dire che non si pagano più le tasse, giusto? Prestate attenzione, e... seguiteci.
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