Medjugorje, quei sospetti su Vicka e quella difesa accorata

05 novembre 2014 ore 10:45, intelligo
Medjugorje, quei sospetti su Vicka e quella difesa accorata
"Il fenomeno della statua che s'illumina è iniziato il 23 settembre 2013. Io sono arrivato due giorni dopo, unico giornalista italiano in mezzo a colleghi delle tv francesi, tedesche, austriache, croate. Bisogna chiedersi: a chi giova questa storia". L'intervista di Caverzan sul Giornale ha come protagonista Paolo Brosio, giornalista convertito e costante pellegrino in terra bosniaca, che accoratamente difende Vicka e la sua onorabilità lanciando un sospetto su sconosciuti che potrebbero essere intenzionati a infangare il nome della veggente e quello di Medjugorje, meta di pellegrinaggi, conversioni appunto e luogo di fede. Il punto è il caso della statua della Madonna che si illuminava appunto che pare, e questa è la notizia diffusa da Chi, sarebbe stata dipinta con vernice fosforescente, un motivo in più per qualcuno per cogliere la palla al balzo e screditare le apparizioni e le persone oggetto delle apparizioni. Ma Brosio, da professionista, dice di rispettare il lavoro dei colleghi. Tanto che è lì a Medjugorje per capire anche lui chi e come ha voluto colpire la famiglia di Vicka oppure per verificare l'evento straordinario in caso contrario. Perché lui ai miracoli crede e non teme di dirlo, così come crede alla bellezza di quel luogo e di quei veggenti.  
autore / intelligo
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