Social come centri di comando e controllo dell'Isis: accusa shock degli 007 britannici

05 novembre 2014 ore 15:11, Giuseppe Tetto
Social come centri di comando e controllo dell'Isis: accusa shock degli 007 britannici
Facebook, Twitter e tutti i social network sono “centri di comando e controllo” per i jihadisti dell'Isis.
  È questa la pesante accusa che il nuovo responsabile dell'intelligence elettronica britannica (Gchq), Robert Hannigan lancia ai colossi della Silicon Valley, parlando in un articolo pubblicato su Financial Times. Troppo reticenti e poco avvezzi alla collaborazione, i social network per il capo degli 007 britannici, non darebbero il giusto apporto nel fornire informazione sulle modalità di utilizzo che fanno i terroristi sui servizi messi a disposizione della rete. E sulla guerra di propaganda numerica condotta dall'Is attraverso Facebook e Twitter, Hannigan ha sottolineato come i servizi di informazione non possono risolvere il problema senza il sostegno del settore privato, soprattutto di quello dei colossi web americani: "Per quanto possa non piacere loro, sono divenuti le reti di comando e controllo preferite di terroristi e criminali", scrive Hannigan che sottolinea come l'utilizzo della Rete da parte di gruppi terroristici sia cambiato: "Mentre al-Qaeda e i gruppi affiliati consideravano Internet come un luogo per disseminare materiale anonimo o incontrarsi in luoghi oscuri, l'Is ha abbracciato il web come una cassa di risonanza in cui promuove la propria attività, intimidisce la gente e radicalizza le nuove reclute". Il problema del poco “collaborazionismo” della rete era già venuto alla luce con il caso di Edward Snowden, l'ex informatico che ha rivelato il programma di sorveglianza segreto della National security agency americana. Allora emerse che gruppi come Google e Facebook erano poco inclini a condividere dati personali degli utenti con i servizi segreti e le forze di polizia, preferendo piuttosto criptarli per tutelare la privacy. Secondo il capo della Gchaq il pericolo si insinua anche nel tipo tecnologia utilizzata, che permette di entrare senza problemi in siti protetti e reclutare nuovi seguaci. Ed è su questo punto che Hanningan sembra in particolare sollecitare una partnership delle agenzie di intelligence con i colossi del web, sottolineando che la ''la privacy non è mai stato un diritto assoluto''. Un concetto che, pur nella paura della minaccia terroristica, rimane controverso nell'era post-Datagate ma per il quale Hanningan invita ad un ''dibattito maturo''.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]