L'innovazione nelle sale operatorie: un robot anti tumore per rene e fegato

05 novembre 2015 ore 7:30, Americo Mascarucci
L'innovazione nelle sale operatorie: un robot anti tumore per rene e fegato
I robot entrano sempre di più nel comparto sanitario fino a svolgere un ruolo determinante nell’individuazione e nella cura delle malattie. 

Dopo la scoperta del robot che permette interventi di chirurgia urologica non invasiva sui bambini, ora è la volta di "Futura", il primo robot "intelligente" che combatte i tumori, soprattutto quelli di rene e fegato senza danneggiare le cellule sane e senza tagli. 
Il robot intelligente rientra nell’ambito di un progetto finanziato dalla Commissione europea con tre milioni di euro e coordinato dall'Italia attraverso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Niente bisturi dunque, ma ultrasuoni focalizzati ad alta energia, in grado di garantire  un'invasività minima per il paziente e una maggiore sicurezza ed efficacia d’intervento. 

Ma come si sviluppa questa tecnica?

Il robot Futura con l'aiuto dell'ecografia 3D, individua il tessuto malato e uccide le cellule tumorali attraverso l’azione di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (Hifu) lasciando però intatte le cellule sane che le circondano. 

"Flessibilità e guida robotica - spiega una nota dell'istituto Sant'Anna - uccidono le cellule del tessuto tumorale. I vantaggi della piattaforma per i medici e, soprattutto, per i pazienti sono in grado di migliorare degenza e convalescenza".

Grazie ai robot insomma la chirurgia anche in campo oncologico sembra destinata a raggiungere traguardi importantissimi favorendo lo sviluppo di tecniche sempre più efficaci nelle cure ma nel contempo sempre meno fastidiose per i pazienti, spesso costretti a fare i conti con le conseguenze di tecniche invasive più o meno impattanti. 
La tecnologia dunque al servizio della scienza ma ancora di più della salute e del benessere dell’individuo. 

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