Via Imu e Tasi seconda casa: dandola in comodato al figlio?

05 novembre 2015 ore 10:39, Luca Lippi
Via Imu e Tasi seconda casa: dandola in comodato al figlio?
Nella frenesia degli ultimi giorni utili prima dell’approvazione della prossima Legge di Stabilità 2016 si susseguono tutte le ipotesi di modifiche che aumentano il faldone allo studio del Governo. Riguardo l’ Imu seconda casa, il governo starebbe studiando l’ipotesi di non farla pagare se l’immobile è in uso ai figli. Dunque uno stop all’Imu e Tasi anche per le abitazioni date in comodato ai parenti di primo grado a cominciare dai figli. L’annuncio è della Federica Chiavaroli di Alleanza Popolare (uno dei relatori della manovra al senato).

Potrebbe arricchirsi quindi il “pacchetto casa”,  si aggiunge l’abolizione IMU per la seconda casa che il contribuente concede in comodato d’uso gratuito a figli e/o parenti entro il primo grado, contestualmente si allarga la voragine delle coperture. Afferma la Chiavaroli, circa l’ipotesi di ampliare la cancellazione della tassazione sulla casa anche a chi mette a disposizione la seconda abitazione a un parente di primo grado (figli e genitori), che non è stata comunque ancora valutata e verificata nel dettaglio sotto il profilo finanziario “Stiamo studiando quanto costa estendere l’esenzione dall’Imu-Tasi ai proprietari di seconda casa data in comodato a figli o a genitori”.

Verifica necessaria e sufficiente giacché l’Istat ha stimato che l’8% degli italiani ha l’abitazione in comodato d’uso gratuito da un famigliare. L’intervento in totale si aggirerebbe a circa 4 miliardi di euro e Matteo Renzi rassicura che la modifica non comporterà il successivo aumento di altre tasse locali (poiché sarà lo Stato centrale a compensare i Comuni con altrettanti trasferimenti) però potrebbe causare l’eliminazione di altri capitoli al puro scopo di tagliare spese!

A tale proposito c’è da segnalare che potrebbe esserci un dietrofront sull’aumento del contante a 3000 euro, operazione che a detta di Renzi potrebbe risultare antielettorale giacché l’opinione pubblica tende a considerarla un favore per chi evade. Quindi meglio ampliare l’esenzione del pagamento sulla casa che favorire la circolazione di ricchezza! Nel frattempo, mentre Padoan cerca di rassicurare tutti sui malumore emersi (comuni Regioni e parti sociali) riguardo diverse proposte di modifica al ddl Stabilità, c’è da chiedersi se alcune “operazioni” in parte già passate come “fatte” non saranno cassate allo scopo di recuperare liquidità. 

Nei fatti, a disposizione per le modifiche da apportare al Senato e alla Camera c’è un esiguo tesoretto di appena 300 milioni previsti dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Quindi inutile aggiungere o chiedere dilatazioni, la coperta è cortissima e già c’è troppo deficit (operazione questa che ricadrà inevitabilmente su cu avrà la sventura di guidare un governo dopo  la presente legislatura). In ogni caso gli otto capitoli soggetti a possibili ritocchi saranno suddivisi tra Montecitorio e Palazzo Madama per non dilatare i tempi della discussione ed evitare bagarre poco costruttive. A tale proposito il presidente della commissione Bilancio del Senato, Giorgio Tonini (Pd), ha consegnato ai senatori un vademecum di 4 pagine per evitare la presentazione di “proposte inammissibili”.

autore / Luca Lippi
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