Pronto Soccorso in overdose, pochi posti letto o problema "irregolari"?

05 novembre 2015 ore 11:59, Andrea De Angelis
Pronto Soccorso in overdose, pochi posti letto o problema 'irregolari'?
Ci risiamo. Ancora una volta il pronto soccorso finisce nel mirino.
Accogliente, efficace e sostenibile. Così dovrebbe essere un normale pronto soccorso, luogo in cui nessuno vorrebbe mai recarsi, ma che purtroppo ospita ogni giorno decine di migliaia di cittadini. Per arrivare a un simile risultato è necessario un impegno quotidiano, un progetto a lungo periodo e un investimento reale, forte. Come richiesto ad ogni Paese degno di questo nome. 

"Da circa un mese nei pronto soccorso italiani si è accentuato il problema cronico del sovraffollamento, conseguente all'impossibilità di ricoverare i pazienti in ospedale per mancanza di posti letto; la permanenza media in barella è di oltre 24 ore in molti ospedali metropolitani, con punte di alcuni giorni, a fronte di standard di 4-6 ore stabiliti in altri paesi con sistemi sanitari ad accesso universale come Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Canada". A lanciare l’allarme è Alfonso Cibinel, Presidente nazionale della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu), in vista del Simposio nazionale ‘Il pronto soccorso e la folla. Analisi del sistema e proposte per un pronto soccorso accogliente, efficace e sostenibile’ che si svolgerà il 6 novembre a Roma nell’ambito del VII congresso regionale Simeu lazio.

Pronto Soccorso in overdose, pochi posti letto o problema 'irregolari'?
Un problema che, a onor del vero, non si può propriamente definire nuovo. Già nell'inverno del 2014 l'Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini aveva formalizzato una proposta contenente un piano di provvedimenti urgenti per contenere il sovraffollamento al Pronto Soccorso.
L’obiettivo del Simposio del 6 novembre è quindi proporre e condividere soluzioni al grave problema del sovraffollamento dei pronto soccorso. “Per questo – spiega Cibinel - abbiamo invitato alla partecipazione le istituzioni nazionali e locali, che speriamo rispondano con una presenza attenta e attiva. Il convegno si concluderà con la discussione e l'approvazione di un documento ufficiale della Simeu, con contenuti tecnici e di etica socio-sanitaria, che sarà condiviso con le associazioni dei cittadini e proposto al ministero e alle regioni".

Appena lo scorso maggio Simeu aveva lanciato un allarme gravissimo. I dati parlavano chiaro già allora ed erano stati presentati in occasione della settimana del Pronto Soccorso prevista dal 16 al 24 maggio.
In Italia abbiamo 844 strutture di Pronto Soccorso, i medici sono 12.000 e 25.000 gli infermieri. Se ogni anno  24 milioni sono accessi significa che 2 milioni di pazienti  vi accedono ogni mese. Tradotto in soldoni: 67.000 al giorno, 2.800 all’ora, un paziente ogni secondo. 

Pronto Soccorso in overdose, pochi posti letto o problema 'irregolari'?
Il punto è che il servizio non sempre riesce a rispondere in modo dignitoso e puntuale alle richieste. Il giuramento di Ippocrate parla chiaro: "In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi. Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili". 
Tutti gli uomini dunque, in quanto la vita è il valore da difendere. Anche coloro che sono definiti dalla legge "irregolari"

La Costituzione italiana tutela la salute, un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a coloro che non sono in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno nel nostro Paese. Ai cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno sono assicurate, presso le strutture pubbliche e private accreditate, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti ed essenziali, cioè che non possono essere rimandate senza pericolo di vita o danno per la salute della persona, anche in modo continuativo per malattia e infortunio e gli interventi di medicina preventiva a tutela della salute individuale o collettiva. Un diritto sacrosanto, anche per chi al Paese fa del bene, come dicono recenti studi. Lungi dunque da noi definire le persone in base a categorie reali o presunte, ma una cosa è certa: all'aumentare della richiesta deve corrispondere un aumento dell'offerta. Altrimenti si crea un cortocircuito che fa arrabbiare tutti e può, nel medio e lungo termine, creare anche tensioni sociali di difficile soluzione. 

a.d.a.
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