Fusaro sulle accuse di sessismo a Mineo: "E' la stessa matrice nazista. Come il registro degli omofobi..."

05 novembre 2015 ore 12:37, Lucia Bigozzi
Fusaro sulle accuse di sessismo a Mineo: 'E' la stessa matrice nazista. Come il registro degli omofobi...'
“Il pensiero si ridurrà a fare la parafrasi della gazzetta pubblica, per cui non potrai esprimere la tua opinione, altrimenti verrai silenziato come omofobo, fascista o enogastronomicamente scorretto. E’ lo stesso criterio del registro degli omofobi: un’operazione nazista”. Dalle dichiarazioni di Mineo accusato di sessismo per aver evocato una donna che condizionerebbe le scelte di Renzi al ‘silenziatore’ della libertà di pensiero il passo è breve secondo il filosofo Diego Fusaro che nella conversazione con Intelligonews allarga l’analisi al rischio nel quale - avanti di questo passo - chiunque “abbia un pensiero dissenziente” possa inciampare. 

Il senatore Mineo a Repubblica ha fatto pesanti allusioni sul premier sostenendo di sapere “quanto possa sentirsi subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto da rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo”. Per questo si è beccato l’accusa di sessismo. Lei che idea si è fatto?

«Anzitutto fa un po’ sorridere che venga criticato Renzi per le decisioni di qualcun'altro e non per quelle che vengono prese. Della serie: se le prendesse una fantomatica donna al suo posto sono da criticare mentre se le prende Renzi no? La cosa chiara è che il Pd è sempre più il partito di un uomo solo al comando; un partito che beffardamente si chiama ‘democratico’ ma di democratico ha solo il nome. Tra l’altro, osservo che da un lato Renzi di fronte ai suoi dice che le sue riforme sono di sinistra, poi ai berlusconiani dice che lui fa ciò che Berlusconi non è riuscito a fare. Ergo, sillogisticamente, se Aristotele aveva ragione, si deduce che Berlusconi è di sinistra»

Secondo lei è il segno che siamo arrivati a un punto per cui non si può più dire nulla che non sia gradito al destinatario, indipendentemente da chi sia? C’è questo clima?

«Certamente e non solo nel Pd. Consideriamo ad esempio il famoso registro sull’omofobia dove viene automaticamente iscritto chi pensa e dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna. Se lo fa viene inserito nel pubblico registro che io definisco nazista perché è un’operazione degna degli anni peggiori della storia novecentesca. Adesso non inseriscono più gli ebrei ma i sospettati di pensiero divergente: in realtà è la stessa matrice del pensiero nazista; cioè si va in quella direzione»

Secondo lei esiste il paradosso  di non poter parlare più di gay o di extracomunitari altrimenti scatta l’accusa di omofobia e razzismo?
 
«Sì. Il pensiero si ridurrà a fare la parafrasi della gazzetta pubblica, per cui non potrai esprimere la tua opinione, altrimenti verrai silenziato come omofobo se dissenti sul piano dei costumi, o come fascista o stalinista se dissenti sul piano della politica neoliberista e probabilmente, presto anche come enogastronomicamente scorretto se dici che si può mangiare la carne rossa e che è una porcata mangiare gli insetti come vorrebbe l’Unione Europea. Dopo il politicamente scorretto, a breve subentrerà anche l’enogastronomicamente scorretto»

A questo punto è un pregiudizio anche l’accusa di sessismo?

«Non ho seguito bene la vicenda del senatore Mineo, se lui ha detto che è sbagliato che il premier prenda consigli da una donna sarà anche sessista; ma il punto è un altro: io vedo molto sessismo in giro e il gesto più sessista che vedo sono le quote rosa perché le donne vengono considerate e trattate come se fossero esseri inferiori ai quali si deve dare il contentino. E’ una forma discriminatoria sessista molto grave, perché il talento va premiato a prescindere dal fatto che uno sia uomo o donna: questo significa pari trattamento e pari dignità»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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