Moda Chemsex, Meluzzi su mix sesso e droga: "Governa la confusione. I problemi di oggi: identità e relazione"

05 novembre 2015 ore 13:30, Lucia Bigozzi
Moda Chemsex, Meluzzi su mix sesso e droga: 'Governa la confusione. I problemi di oggi: identità e relazione'
C’è un’evoluzione nel mix devastante droga-sesso. E’ la “dinamica legata a un uso del sesso sempre più narcisista dentro al quale l’uomo si identifica in un modello ideale che vorrebbe essere”. Analisi che Alessandro Meluzzi sviluppa commentando la nuova “moda”-choc in voga in Gran Bretagna: droghe chimiche per aumentare le prestazioni sessuali. Nella conversazione con Intelligonews, lo psichiatra e criminologo, spiega cosa scatta nella testa di una persona e cosa c’è dietro. 

Da Londra la “moda” choc del Chemsex, potente mix di droghe sintetiche per aumentare le prestazioni sessuali. Qual è l’evoluzione sul piano degli effetti sulla psiche?

«Il passo in avanti, l’evoluzione, è rappresentata dalle droghe chimiche, un devastante mix di anfetamine, stimolanti, vasodilatatori per favorire e aumentare l’erezione»

Perché una persona ne fa uso? Qual è il meccanismo che scatta?

«Si tratta di un’evoluzione legata a un uso del sesso sempre più narcisista. Cito Renè Girard che evidenzia il cosiddetto ‘triangolo mimetico’ per spiegare che non c’è solo la dinamica del desiderio e l’oggetto del desiderio ma anche un soggetto terzo che è un meccanismo imitativo dell’immagine ideale di te che tu vorresti essere. Quindi, oltre a vivere e praticare il sesso come scarico del desiderio, c’è l’identificazione in un modello ideale al quale tu vorresti assomigliare. In pratica scatta un meccanismo tra chi desidera e chi viene desiderato in cui tu vorresti assomigliare al leader ideale che hai in mente e che vorresti essere e non sei, come il datore di lavoro che infastidisce la segretaria o il professore che molesta l’allieva. Nella triangolazione mimetica l’unico oggetto è il sesso che diventa di per sé una manifestazione narcisistica di tipo assoluto. Lo sconfinamento nella violenza è molto sottile: in quel caso l’unico modo per possedere chi non si possiede è distruggerlo»

Secondo lei c’è una rincorsa al mito del sesso a ogni costo, dell’uomo onnipotente in grado di fare sesso per 72 ore come nel caso del Chemsex?

«Il sesso dovrebbe essere relazione. Settantadue ore di sesso non stop non hanno niente a che vedere col rapporto; è una megalomania onnipotente, puramente autoreferenziale che non ha nulla a che spartire con il partner, tanto è vero che in queste situazioni c’è una rotazione di partner. Della serie: lo stesso personaggio si rinchiude in una camera d’albergo e attorno a lui ruotano prostitute e travestiti».

Qual è il bisogno da colmare? Perché uno si riduce a questo?

«C’è un bisogno di affermazione incontrollato in base al quale più è basso il livello della tua auto-stima, maggiore è la reazione maniacale. In sostanza, più mi considero una fogna, e più devo impormi come divinità olimpica, salvo poi precipitare nella fogna. E’ l’idea dell’uomo robot, dell’uomo fantoccio»

Comportamenti del genere sono legati anche alle esigenze sessuali delle donne?

«E’ difficile dire cosa vogliono le donne. In generale vogliono tutto: tenerezza, intimità, piacere ma anche forza, l’uomo empatico e al tempo stesso duro. Il problema è che le donne, generando la vita, vogliono tutte queste cose insieme. In alcuni casi, negli uomini essendo intimiditi, aumenta il delirio di onnipotenza nella prestazione sessuale, per formazione reattiva»

Cosa vogliono, invece, gli uomini?

«Gli uomini hanno bisogno di essere rassicurati sulla loro identità e spesso tendono a collezionare donne per curare un sentimento di impotenza»

Vale anche per i più giovani?

«I giovani sono i più fragili perché sono più confusi»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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