Mine su Mineo, "Renzi in mano a una donna" e le scuse per "la battuta". Ma i dem non perdonano

05 novembre 2015 ore 13:47, Marta Moriconi
Mine su Mineo, 'Renzi in mano a una donna' e le scuse per 'la battuta'. Ma i dem non perdonano
"Renzi in mano a una donna". E fu così che diede la notizia. Parliamo del giornalista-politico Corradino Mineo e delle accuse di sessismo in cui è precipitato con tanto di soccorso di Stefano Fassina che lo ha invitato alle scuse
. E così è stato. 
All’Aria che tira su La7, ha specificato che non era "gossip, volevo porre una questione politica. Ho sottovalutato che ogni battuta in questo Paese finisce al sesso, ma nelle mie parole non c’era alcun riferimento sessuale". 
Ma prima aveva usato Fb. "Mi scuso per aver dato la stura a interpretazioni siffatte. Non mi interesso di fatti privati, non intendevo fare riferimenti “sessisti” scrive Mineo che esclude "pizzini". 

L’ex senatore del Pd travolto dalle solite (e ingiuste) polemiche sul sessismo ha deciso di precisare e lo ha fatto socializzando: "Ieri ho risposto a una mascalzonata -la riesumazione ad opera di Renzi di un mio vecchio sms privato per poter dire a Vespa che mi sarei dovuto dimettere da senatore e invece sarei rimasto per amore della poltrona-. Intendevo reagire all’imbarbarimento della politica di cui, secondo me, il primo responsabile è Matteo Renzi" scrive.

Poi, finalmente, parla del punto in contestato: "Certo, ho disegnato un profilo del premier. Quello di uno politico straordinariamente abile nel conflitto politico quotidiano, ma senza una visione del futuro, incerto quando si esce dalla partita a scacchi immediata, insicuro, e anche subalterno, davanti ad alleati emotivamente più solidi, come può essere una “donna bella e decisa”".

E chi è questa femmina "fatale"? Lo dice a Myrta Merlino: "È evidente che mi riferissi a Maria Elena Boschi. L’ho fatto con una battuta di cui sono pentito perché è stata travisata, ma è evidente che sulla riforma costituzionale è stato subalterno a Maria Elena Boschi. Per fare in modo che la commissione Affari Costituzionali approvasse il suo ddl così com’era, Renzi ha fatto di tutto, fino a spianare persone, il partito…".

Quanto agli scandali e alle frasi che sarebbe meglio non pronunciare non c'è solo quella di Corradino Mineo, che ieri è stato travolto dai commenti. Stefano Esposito, ex assessore ai Trasporti del Comune di Roma nella giunta Marino ha usato parole fin troppo forti: "Una roba penosa quella detta da Mineo se l'avesse fatto a me gli avrei spaccato la faccia. Punto".
Durissimo anche il vice segretario del Pd di Roma Luciano Nobili: "Ci sono gli avversari politici. Poi ci sono i pezzenti. E non basta uno stipendio da senatore, per tirarli fuori dalla loro miseria". 
Insomma diciamo pure che per imparare l'eleganza ancora di strada il Pd ne ha da fare. 
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