Stabilità, effetto Chiamparino? Pronta l’intesa Governo-Regioni ma senza Lega e Fi

05 novembre 2015 ore 14:17, intelligo
Stabilità, effetto Chiamparino? Pronta l’intesa Governo-Regioni ma senza Lega e Fi
Effetto Chiamparino sulla legge di stabilità? Di certo ci sono le parole del presidente dei governatori dopo il vertice a Palazzo Chigi, esattamente all’opposto di quelle pronunciate solo due giorni fa: “Avanzare richieste non è eversivo”. Oggi invece il tenore è questo: “La mia è una valutazione positiva, intanto per la tempestività ed autorevolezza dell'incontro, secondo perché si è definita un'intesa di percorso e anche di merito per alcuni aspetti”. 

L’Huffington Post sottolinea anche con un’immagine la pace fatta tra il governatore del Piemonte e il premier: i due che alla fine del faccia a faccia si danno il cinque. Tensioni archiviate? Non si direbbe perché se il dem Chiamparino batte il cinque a Renzi, c’è il governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni che batte i pugni sul tavolo: “Aria fritta. Abbiamo ascoltato le solite promesse ripetute. Abbiamo chiesto di aumentare il fondo sanitario perché è stato ridotto, e ci hanno detto di no; di attuare i costi standard e ci hanno detto che si farà un tavolo che, forse, nel 2016 porterà qualche risultato. Quindi, per parte mia, assoluta insoddisfazione e delusione dall'incontro con il governo”. Non è da meno il commento del governatore leghista del Veneto Luca Zaia che sbotta: “Si premiano le cicale e si puniscono le formiche”. Per Giovanni Toti, presidente della Liguria, “è una legge ampiamente insoddisfacente sia per il 2016 che nel pluriennale. C’è la disponibilità del governo a trattare su due tavoli tecnici alcune materie di dettaglio che accogliamo con favore, ma non basta a cambiare il giudizio: è una legge ampiamente insoddisfacente sia per il 2016 che nel pluriennale”. 

COSA FA IL GOVERNO. Palazzo Chigi ha assicurato l’impegno a una riunione prima dell’approvazione della legge di stabilità, sulle “ricadute finanziarie e quindi se e come il miliardo di aumento” del fondo sanitario “possa essere implementato o meno per 2016 o se maggiori costi si possano affrontare con interventi che riguardano la pluriennalità” ha spiegato Chiamparino ai cronisti. Da parte sua, Renzi dice che la scelta è “tra due strade: p il muro contro muro e la demagogia, oppure giochiamo la carta della serietà e noi ci siamo”. Che tradotto vuol dire: “Se vogliamo possiamo lavorare insieme per governare i processi complicati della Sanità”. 

E’ toccato al sottosegretario De Vincenti evidenziare che le misure del governo “costituiscono una indicazione di linea con le regioni: ci sono risorse a disposizione che vanno gestite bene per fare bene i servizi per i cittadini”. Nessun taglio al Fondo sanitario che anzi, spiega De Vincenti, come ha ricordato Renzi “con il governo in carica è cresciuto anno dopo anno”. Infine la ‘caramella’ alle Regioni, soffermandosi sul miliardo e trecento milioni di stanziamento per i tagli delle manovre negli anni passati. 

LuBi

autore / intelligo
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