Cacciari (Pd) su Mineo: “Ha sbagliato, ma reazioni ridicole. Io ero influenzato da Rossana Rossanda"

05 novembre 2015 ore 16:11, Lucia Bigozzi
Cacciari (Pd) su Mineo: “Ha sbagliato, ma reazioni ridicole. Io ero influenzato da Rossana Rossanda'
“Mineo ha sbagliato ma sono ridicole anche le reazioni: sessismo? Ma cosa c’entra? E se anche uno fosse condizionato da una donna cosa c’è di male? Io da giovane ero intellettualmente influenzatissimo da Rossana Rossanda, e allora?”. Il filosofo Massimo Cacciari guarda alla sostanza delle cose ma in questo caso, anche alla forma che denota una “crisi politica e culturale”. Con Intelligonews analizza il caso Mineo e i nuovi addii al Pd di tre parlamentari. 

Altri tre fuoriusciti dal Pd. E’ sorpreso? E cosa è rimasto del suo partito?

«Non è una sorpresa ma stanno uscendo tutti fuori tempo massimo, sfilacciati, in ordine sparso, senza nessuna coesione tra di loro, senza un capo, senza un gruppo dirigente. Diciamo che stanno uscendo nel modo peggiore»

Secondo lei avrebbero dovuto restare?

«Avrebbero dovuto rendersi conto per tempo dell’incompatibilità totale fra le diverse anime del Pd e su questioni che interessavano i cittadini, dal lavoro, al reddito, all’occupazione, fare una battaglia seria. Invece, si sono dispersi in mille rivoli, una volta sulla questione del Senato, una volta sui tremila euro di contante…Insomma, un’opposizione senza capo né coda»

Tutto questo finisce per rafforzare la leadership di Renzi?

«Non mi auguro affatto un indebolimento di Renzi perché non vedo alcuna alternativa valida. Diciamo che sottolinea una crisi politica e culturale».

Il senatore Mineo è finito nell’occhio del ciclone per le allusioni sulla presunta figura femminile che condizionerebbe le scelte del premier. Lo hanno accusato di sessismo. Lei che idea si è fatto?

«Mineo ha sbagliato, ma sono ridicole anche le reazioni. Non capisco quale offesa possa essere arrecata se uno dice che Cacciari è condizionato da una donna. E allora? Se anche fosse, cosa c’è di male o di strano? Uno può rispondere, guarda che non è così, ti sbagli; oppure può dire sì, amo moltissimo intellettualmente, spiritualmente quella signora da esserne condizionato. E allora? Io quando ero giovano ero influenzatissimo intellettualmente da Rossana Rossanda, e quindi? Dov’è lo scandalo? Certo, è stato detto col tono più volgare del mondo, ma insomma anche certe levate di scudi – dal sessista al pezzente o al se fosse capitato a me gli avrei dato un pugno in faccia – mi sembrano eccessive, ma cosa c’entra dire queste cose? Sicuramente l’intenzione di Mineo era un po’ pesante, ma si poteva affogare in una grandissima risata. Sono ben altre le questioni che affliggono questo Paese…».

Dai toni di Esposito che evoca i pugni in faccia alla definizione di Nobili che dà del “pezzente” a Mineo, è cambiato anche il linguaggio nel Pd. Come si è arrivati a un punto così basso di scontro tra minoranza e maggioranza?

«E’ quello che dicevo due anni fa quando raccomandavo: se non fate il divorzio civilmente, finirà come sempre avviene in questi casi, cioè a coltellate. Ho sempre ripetuto: sapete voi che in Italia c’è l’istituto del divorzio?».

Che effetto le fa vedere un partito ridotto così?

«Il Pd non è mai nato perché la prima fase è stata quella delle vecchie ‘case matte’ che volevano spartirsi il potere senza alcuna trasformazione. Su questo suicidio, si è innestata la novità di Renzi che con la sinistra c’entra quanto c’entra il sottoscritto con l’Afghanistan, cioè niente. Il punto è che il Pd non è mai nato»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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