A Bologna il solito Berlusconi: le mosse a sorpresa da Letta fino a Salvini

05 novembre 2015 ore 17:10, Americo Mascarucci
A Bologna il solito Berlusconi: le mosse a sorpresa da Letta fino a Salvini
«Sono ben lieto di accettare l'invito del segretario della Lega, Matteo Salvini, a partecipare alla manifestazione di Bologna. Non potevamo restare indifferenti dinanzi alle pressioni dei nostri elettori che in questi giorni hanno insistentemente chiesto una forte dimostrazione di unità del centro-destra».

Berlusconi dunque alla fine ha scelto di andare a Bologna domenica 8 novembre, di salire sul palco insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni nell'ambito della manifestazione del Carroccio. 

Sarà la decisione definitiva? 
Sembrerebbe di sì dopo i numerosi tentennamenti degli ultimi giorni. Noi di Intelligonews abbiamo seguito e raccontato questo bailamme di adesioni e ripensamenti che hanno chiaramente evidenziato, se mai ce ne fosse stato bisogno quanto Berlusconi sia imprevedibile. 

Berlusconi sa perfettamente che ha bisogno dell'alleanza della Lega per provare a vincere ma non ne vuole sapere di fare il "numero due" di Salvini. Salire sul palco del Carroccio a Bologna, secondo alcuni in Forza Italia, avrebbe significato legittimare la leadership del segretario leghista o peggio consegnare a Salvini le chiavi del centrodestra. Ecco perchè sul principio l'ex Cavaliere aveva deciso di non partecipare più.

Poi però, dalle parti della Lega e dei Fratelli d'Italia hanno iniziato a lanciare il legittimo sospetto che forse a Berlusconi non interessi più tanto vincere, ma piuttosto portare avanti una sorta di "opposizione permanente" a Matteo Renzi, un'opposizione coperta dall'ombra ingombrante del Patto del Nazzareno pronto sempre a riemergere in ogni utile occasione.

Un timore questo che, forse, inizia a serpeggiare anche fra gli elettori di Forza Italia che si sentono sempre più attratti dalla Lega e sempre meno dal partito azzurro, come del resto i sondaggi starebbero dimostrando.

In tanti erano intervenuti negli ultimi giorni per stigmatizzare o difendere l annunciata 'assenza di Berlusconi a Bologna: da Francesco Storace al leghista Fedriga, da Gasparri a Furlan tutti ib campo per commentare quello che, a tutti gli effetti sembrava un teatrino di "vengo, non vengo, forse sì, forse no, ecc.
Anche Umberto Bossi aveva messo in guardia Berlusconi dagli esiti negativi di una sua possibile fuga da Bologna. 

Così l'ennesima giravolta e la decisione di presentarsi a Bologna insieme agli altri leader del centrodestra spiazzando i forzisti riluttanti, che speravano di aver tarpato le ali ad un Salvini in cerca di forte visibilità mediatica e di leadership, e forse anche gli stessi leghisti che speravano in cuor loro in un'assenza vistosa che sarebbe tornata utile a legittimare il leader del Carroccio come unico avversario di Renzi a destra

Berlusconi tuttavia non è nuovo a questi colpi a sorpresa, è abile nel cambiare idea spiazzando tutti.

Lo fece anche il 2 ottobre 2015 in occasione del voto di fiducia al governo Letta quando, dopo aver annunciato a gran voce che il Popolo della Libertà avrebbe staccato la spina all'Esecutivo, di fronte alla fuoriuscita di Angelino Alfano e degli altri parlamentari del Nuovo Centrodestra che andando in soccorso dell'allora Premier ne avrebbero comunque garantito la sopravvivenza, per non portare a casa una figuraccia politica, alla fine con un colpo a sorpresa annunciò il voto favorevole. 
"E' un grande!" sussurrò letta alle orecchie di Alfano. 

Ma non era la prima volta che l'ex Cavaliere spiazzava tutti. L'elenco dei colpi a sorpresa sarebbe davvero troppo lungo, dalla politica al calcio. Per non parlare delle tante volte in cui è stato atteso in campagna elettorale alle varie iniziative di partito per sostenere i candidati e all'ultimo minuto ha rifiutato perché i sondaggi davano il candidato da sostenere in bilico. Meglio non metterci la faccia dunque e andare soltanto sul sicuro. E così fra improvvisi malori, impegni inaspettati, problemi familiari o altro, sono stati tanti i berlusconiani candidati sindaco nelle città, nelle province (quando c'erano) o nelle regioni che si sono ritrovati con il luogotenente di turno mandato in missione dopo che il "grande capo" aveva dato forfait. 

In ambito calcistico come dimenticare poi il caso Nesta; prima ricercatissimo dal Milan e pronto ad essere arruolato ad ogni costo con il via libera di Berlusconi, poi improvvisamente la frenata dell'ex Cavaliere sul compenso ritenuto troppo oneroso: un cambio di passo che Berlusconi motivò con l'intenzione di non prestare il fianco a possibili speculazioni politiche.

Mancano tre giorni all'appuntamento di Bologna e attenzione, potrebbe non essere ancora detta l'ultima parola. 
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