Le parole della settimana: una 'S' tra falchi e colombe

05 ottobre 2013 ore 9:00, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: una 'S' tra falchi e colombe
La resa dei conti tra Falchi e Colombe ha animato la burrasca politica della settimana. Il tutto, complicato dal fatto dei nomi. Sì, perché tra le colombe si annidano strane anomalie.
Passi per i Quagliariello, che con le colombe potrebbero avere una qualche attinenza, ma che dire dei Lupi? Lupi tra le colombe? Si salvi chi può. Sul versante opposto, dominato dalla Pitonessa, la situazione non lascia meno perplessi. Una Pitonessa tra i Falchi? Mah... Una battaglia senza esclusione di colpi, in un interminabile, estenuante tiro alla fune, il tutto giocato attorno alla conquista o alla distruzione di una singola lettera consonante: una sibilante che scivola serpentinamente tra le parole e può determinarne l’esaltazione o il capovolgimento: la lettera “s”: tutto l’oggetto del contendere stava qui: fiducia o s-fiducia? Scomodando l’inglese, potremmo definire questa storica giornata uno show-down, oppure scomodando il latino un redde rationem. Sta di fatto che come una vera sfida all’O.K. Corral, ha tenuto il mondo che va dall’Alpi all’Etna col fiato sospeso. Sono rari i momenti nodali nei quali la suspence televisiva sia dosata in modo così perfetto. Certo, si è fatto anche molto di più: la tragica diretta dell’11 Settembre rimane un culmine di raccapriccio, orrore ed emotività televisiva che speriamo non sia mai più eguagliato. Ma parliamo di eventi lontani dalla visione metafisica del Male Assoluto, parliamo di eventi appartenenti alla Commedia Umana: questa giornata del 2 ottobre 2013 rasenta un momento di perfezione che nessun regista, seppur grande, avrebbe mai saputo concepire e tantomeno realizzare. Straordinario in questa narrazione destinata a passare alla storia televisiva, oltre che politica, il ritmo: un ritmo continuamente spezzato da digressioni e incertezze creatrici di ulteriore suspence, poi di nuovo inesorabilmente incalzante; e le voci del coro: cronisti in affanno e commentatori in imbarazzo, e poi la statura non certo mediocre dei protagonisti: il Giovane e il Vecchio. Il quale Vecchio, soltanto alla fine, dopo essersi trascinato per giorni e giorni il peso di quella pietrigna “S”, alla fine, sorprendendo tutti con perfetta scelta di tempo, la getta via, nel dirupo delle incertezze passate destinate, in futuro, a generare altre storie e altre polemiche. Il tutto degno di un premio finale, elargito nel commento del Giovane, rubato dal labiale che solo un fortunato primo piano televisivo poteva regalarci: Grande!”. Meravigliosa televisione! Di fronte a questo epos impallidiscono altre storie e altre venture. Non c’è dubbio: stiamo vivendo un’epoca interessante. E noi conosciamo bene quella famosa iettatura cinese: “Ti auguro di vivere in un’epoca interessante”.  
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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