Charamsa, psichiatra Meluzzi: "E' sindrome dei marinai. Sembrano coppia da gay pride di lusso, ma..."

05 ottobre 2015, Marco Guerra
Charamsa, psichiatra Meluzzi: 'E' sindrome dei marinai. Sembrano coppia da gay pride di lusso, ma...'
“Il vero problema della Chiesa è la selezione del clero, nei seminari c’è un'elevata concentrazione di uomini che sublima la propria omosessualità nel sacerdozio”. Secondo il professor Alessandro Meluzzi, specialista in psichiatria, questo è il dato più significato che emerge dal coming out di mons. Charamsa.  Parlando a IntelligoNews, Meluzzi rilancia quindi il dibattito sul celibato del clero cattolico. 

Prof. Meluzzi che ne pensa del caso Charamsa, siamo di fronte a un caso di romanticismo o di superbia? 

“Sono sufficientemente liberale da consentire agli esseri umani di cambiare idea, questo vale anche  per i sacerdoti etero che chiedono di essere ridotti allo stato laicale. I sacerdoti cattolici che hanno chiesto la riduzione allo stato laicale per potersi sposare sono circa 130mila se non ricordo male, quindi questo signore è un buona compagnia. Il vero problema è un altro; Charamsa denuncia una presenza massiccia di omosessuali nella Chiesa, esprime una realtà vera. Questo è il vero nodo, quello che colpisce non è tanto che un sacerdote chiede la dispensa dallo stato clericale ma la dichiarazione di orgoglio omosessuale che fa nella sua dichiarazione”

E' anche singolare che un membro del clero metta al centro le proprie pulsioni e propri desideri. Non c’è alcuna prospettiva religiosa nelle sue dichiarazioni…

“E’ evidente che cinque secoli di obbligo del celibato ecclesiastico hanno creato un problema, di cui io ho avuto più volte testimonianza sia come professionista che come studente di teologia, cioè che, per una serie di ragioni, se volete psicologiche o di antropologia della fede, si è andata concentrando nei seminari cattolici un'elevata percentuale di giovani con tendenze omosessuali. Un orientamento negato, rimosso o sublimato, da parte di chi ha trovato più comodo rifugiarsi in questa condizione clericale piuttosto che spiegare alla mamma e al papa perché non avessero mai una ragazza. Questo è il vero problema”. 

Il sacerdozio come scappatoia per molti omosessuali credenti…

“Il problema lo aveva posto Benedetto XVI quando mise un vincolo preciso a chi entrava in seminario, ovvero che non avesse orientamenti omosessuali. Ma come si fa a stabilirlo per uno che comunque dichiara di essere sistematicamente casto? A meno che si percorre la strada delle Chiesa orientali, che è quella che io amo, cioè la possibilità di avere un clero uxorato. Credo che questo diminuirebbe il problema, nel senso che si orienterebbero alla vita ecclesiastica anche persone di orientamento eterosessuale, poi potrebbero essere messe alla prova e scegliere successivamente se scegliere la strada del monachesimo o quella del presbiteriato uxorato. E questa elusività del celibato che io contesto, che finisce col fare un campionamento e una selezione abnorme di soggetti con orientamenti omosessuali. E ora il problema emerge dal bisogno individuale di questo monsignore". 

Papa Francesco appena insediato parlò di lobby gay in Vaticano. Allora esiste? 

“Questa lobby eccome se c’è, è numerosa e ben organizzata. Ma al di là di questo, ripeto, c’è un errore di campionamento di coloro che si dirigono alla vita ecclesiale che alla fine determina delle distorsioni. Il celibato non può essere pre-condizione burocratica”. 

Ma il modo di esternare queste esigenze è stato strumentale…

 “E’ stato una provocazione legata ad una sofferenza personale ed una serie di distorsioni, legate ad una vita basata sulla malafede, che si sono create nel corso di tutta una esistenza. Ma lei si immagina cosa vuol dire fare lezione di teologia dogmatica agli studenti dei seminari e poi, dopo, andare a vivere la propria sessualità con un uomo? Questo apre divaricazioni molto forti, e quando Charamsa dice la castità non è per tutti dice una verità. Per questo nelle Chiese ortodosse c’è il clero uxorato con sacerdoti che hanno moglie e figli. Non trovo che questo sia scandaloso, anzi è problema che prima o poi la Chiesa cattolica dovrà affrontare”. 

Perché il celibato è stato introdotto solo alcuni secoli fa, vero? 

"In Italia ci sono due diocesi di rito bizantino dove ci sono decine di sacerdoti sposati. Quella di Lungro e di Piana degli albanesi. Però questo è tenuto sotto traccia per difendere il celibato che è un vincolo canonico non sacramentale. Per quattro secoli i vescovi sono stati sposati, il celibato diventa praticato veramente solo dopo la riforma di Gregorio VII ed è stato spesso lettera morta fino al Concilio di Trento. Avere un gruppo di giovani presunti casti che vivono solo la frequentazione di coetanei dello stesso sesso, con un rischio di misoginia evidente, alla fine crea i problemi di questo monsignore. C’è un campionamento sbagliato e un tasso di omosessualità più elevato nei seminari che in altri ambienti di coetanei, questa è una grande verità che poi si riflette negli episcopati, nel vaticano…sono cinque secoli che si selezionano persone che non hanno niente a che vedere con le donne…credo che inizi ad esserci il problema”. 

Come per i marinai di una volta…ma forse la questione è più complessa?

“Fra i marinai, nelle carceri e anche nelle forze armate c’è stato lo stesso problema. Però nella vecchia Chiesa contadina, dove andava a fare il sacerdote uno dei dodici figli di una famiglia, se il prete aveva dei pruriti andava con una donna, oggi in una selezione di questo tipo rischi pure che vada con un bambino come è successo negli Stati Uniti per molti anni. Il parroco di campagna in vena di fare una trasgressione sessuale spesso aveva pulsioni eterosessuali, questi giovani allevati come polli da batteria invece vanno a cercare altre cose. E poi si diceva che la castità era per i religiosi e mentre invece i preti facevano voto di celibato. Ripeto c’è una forte preselezione distorta e questo è quello che io denuncio serenamente da ortodosso”. 

Tornando a mons. Charamsa, possiamo dire però che ha peccato di protagonismo?

“Probabilmente è stato anche strumentalizzato alla vigilia del Sinodo. Paradossalmente potrebbe avvantaggiare la parte più conservatrice dell’episcopato che dirà guardate a che punto siamo arrivati”.

E’ tutta una manovra?

“Non lo so ma la scelta dei modi e dei tempi non è casuale. Ma può essere stata anche solo farina del suo sacco”.                                                                                                                                   
Guardando alcune foto di mons. Charamsa si capisce che il soggetto è a suo agio sotto i riflettori…

“Si è molto elegante con un compagno molto up-to-date, sembra coppia da gay pride di lusso. Anche nello stile e nella scelta dell’abbigliamento. Questo vuol dire che Papa Francesco si sta occupando di cose importanti ma tranne che di mettere il naso nel nucleo del problema, ovvero all’interno della Chiesa. E’ bene che la chiesa parli di matrimonio, di famiglia e che guardi allo stato dei divorziati ma sarebbe bene che si occupasse anche delle piaghe che riguardano la condizione del Clero. E’ un po’ paradossale che 200-300 anziani signori, nessuno dei quali ha avuto una famiglia, stia lì a decidere cosa è bene e cosa e male per la famiglia. Anziani signori qualcuno di quali forse anche di inclinazione omosessuale. Negli antichi concili non funzionava così. Il vero mistero della Chiesa è stare sempre reformanda, e quindi riuscire a guardare intensamente dentro se stessa e questo è quello che chiediamo a Papa Francesco anche noi che siamo vicini alla Chiesa ortodossa”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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