E' la Giornata Mondiale degli insegnanti, ma in Italia sono i più poveri

05 ottobre 2015, intelligo
E' la Giornata Mondiale degli insegnanti, ma in Italia sono i più poveri
E' uno degli argomenti caldi della politica italiana: il ruolo degli insegnanti nella riforma della scuola. Proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficoltà di essere professore e affrontare a livello globale criticità e problematiche della professione l'Unesco, nel 1993, ha istituito il 5 ottobre al giornata mondiale degli insegnanti.

Quest'anno lo slogan dell'evento è "Empowering teachers, building sustainable societies", "Un personale docente forte per costruire società sostenibili", tema quanto mai attuale per le sue implicazioni etiche e sociali. Per l'Unesco: "Gli insegnanti non sono solo un mezzo per attuare obiettivi educativi; essi sono la chiave per la sostenibilità e capacità nazionali nell'attuazione della formazione e creazione di società basate sulla conoscenza, i valori e l'etica. Tuttavia, essi continuano ad affrontare sfide legate alla carenza di personale, scarsa formazione e uno stato sociale basso".

Il ruolo strategico svolto dai docenti è stato ribadito anche dalla "Dichiarazione di Incheon" nel corso del World Education Forum che si è tenuto nell'omonima città della Corea del Sud. In quell'occasione, i 1600 partecipanti provenienti da 160 Paesi si sono impegnati ad "assicurare che insegnanti ed educatori siano valorizzati, adeguatamente reclutati e formati, professionalmente qualificati, motivati e sostenuti".

Intenti positivi ai quali dovrebbero però seguire fatti concreti da parte della classe politica al governo, considerando che gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d'Europa. Non solo. Nel settore pubblico sono quelli che ricevono lo stipendio più basso (29.468 euro), agli antipodi dei magistrati che sono i dipendenti pubblici con le retribuzioni più alte (142.653 euro).

A dimostrare la scarsa attenzione della politica italiana nei confronti della questione docente c'è anche il richiamo della Corte costituzionale contro il blocco della contrattazione, ferma da 7 anni. Anche per questo i sindacati sono in fermento e la riforma della Scuola di Renzi sembra solo aver acceso la miccia delle polemiche con gli insegnanti sul piede di guerra.

red



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