Sinodo, Cacciari: “La modernizzazione della Chiesa è un’evoluzione? Chi l'ha detto?"

05 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Sinodo, Cacciari: “La modernizzazione della Chiesa è un’evoluzione? Chi l'ha detto?'
“Solo uno sciocco che non conosce la Chiesa può pensare che si tratti del solo ‘modernizziamoci’”. Caso Charamsa: “Vicenda personale; un tema del genere non può essere affrontato con un outing. Nessun effetto sui lavori del Sinodo”. Per punti, l’analisi  di Massimo Cacciari, che nella sua veste di filosofo legge tra le righe il cammino della Chiesa nella conversazione con Intelligonews. Non manca un ammonimento: “I problemi del papato di Bergoglio sono altri”. 

Come interpreta il caso Charamsa: outing che rappresenta un passo in avanti oppure è un passo pericoloso per la Chiesa?

«Mi sembra una vicenda molto personale che va trattata con grande pietas da parte di tutti. E’ una decisione sofferta da parte di costui, dopodichè è chiaro che problemi di questo genere non possono essere affrontati né risolti con un outing personale. Mi pare una vicenda abbastanza secondaria rispetto alle questioni che attraversano la Chiesa e il papato di Bergoglio».

A cosa si riferisce?

«La difficoltà estrema della predicazione della Chiesa cattolica nel mondo contemporaneo, i disastri mediorientali, i rapporti con l’Islam, la dottrina sociale della Chiesa rispetto alla finanziarizzazione completa dell’economia e la povertà che ne consegue: queste sono le grandi questioni sulla Chiesa vacilla strutturalmente. Il resto, sono difficili adeguamenti a modi di vita, comportamenti; problemi che la Chiesa ha sempre dovuto affrontare nella sua storia con adattamenti e compromessi, ma il tema essenziale è l’esistenza stessa della Chiesa nel mondo contemporaneo»

Tornando al caso Charamsa: quali effetti nei lavori del Sinodo e nell’opinione pubblica cattolica?

«Il caso rivela un’inquietudine, un disagio diffusissimo per tanti motivi presso i sacerdoti e che il caso delle vocazioni esprime. Non credo nel mondo più assoluto che ci saranno effetti o ‘condizionamenti’ sui lavori del Sinodo; me lo auguro perché se ci fosse un qualche effetto sarebbe negativo, di chiusura»

Sul piano del pensiero filosofico il tema dell’omosessualità rappresenta un’evoluzione nella Dottrina della Chiesa o un’involuzione?

«Evoluzione, involuzione… che significa? Sono tutte categorie che non hanno a che vedere con il carattere della Chiesa, i problemi di tipo teologico e religioso. Nella Chiesa ci sono movimenti di riforma difficili, c’è una tradizione che è difficile superare perché anche se non ha una base dogmatica, ha una tradizione secolare. Solo uno sciocco può non capire quanto sia arduo superare una tradizione che ha millenni. Il celibato come la contrarietà radicale all’omosessualità sono processi molto lunghi e difficili dove le categorie dell’evoluzione e l’involuzione non hanno alcun senso, perché analizzate e classificate dall’ottica laica. Chissà perché, poi se la Chiesa decidesse di modernizzarsi sarebbe un’evoluzione, ma per quale motivo? E’ un giudizio che viene dato sulla base di un’ottica laica. Ciò che resta da capire, invece, sono le difficoltà estreme per una grande organizzazione religiosa e politica come la Chiesa di superare determinate tradizioni che non sono state inventate, ma che hanno una profonda base dogmatica»

Il rischio della deriva relativista sollevato da Ratzinger anche nel corso del suo pontificato, oggi si rivelano in qualche modo preconitrici, così come il suo j’accuse alla lobby gay in Vaticano che spingerebbe per una forma di riconoscimento?

«Nessuna lobby gay spinge per il riconoscimento; c’è un grande disagio per le questioni legate al celibato, la sessualità da tutti i punti di vista. Bisogna capire che il superamento sulle questioni relative alla tradizione della Chiesa sarà arduo, complesso. Solo una persona che ignora cosa è la Chiesa può pensare che si tratti del solo “mondernizziamoci”».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]