Fondazione An, Corsaro: "Ora ognuno per la sua strada. Ripartire dalle idee e non dai nomi"

05 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Alleanza Nazionale rivivrà sotto il simbolo dei Fratelli d’Italia e non in un nuovo partito da costruire sotto l’egida della Fondazione. 
Questo il risultato della due giorni della Fondazione che si è tenuta questa fine settimana a Roma presso l’Hotel Midas, dove le varie anime dell’ex An hanno tentato di tornare a parlarsi per ricostruire un soggetto di destra. 
IntelligoNews ne ha parlato con Massimo Corsaro, attualmente parlamentare iscritto al Gruppo Misto dopo l'addio dello scorso marzo a Fratelli d'Italia...

Fondazione An, Corsaro: 'Ora ognuno per la sua strada. Ripartire dalle idee e non dai nomi'
Alla fine il bottino è salvo, almeno secondo voi?

«Non ho partecipato al voto finale perché visto l'ambiente me ne sono andato subito, già nella giornata di sabato».

Che aria si respirava?

«Su Facebook ho scritto un lungo post per spiegare il mio stato d'animo, per chiarire soprattutto come consideravo in quel momento chiusa la mia appartenenza a quella realtà. Mi capire che la nostra richiesta, mia, del collega Bono e in ultima istanza anche Gasparri sia stata accolta. Cioè il fatto che tutti i contendenti avessero esplicitamente espresso l'impegno a non mettere mano al patrimonio. Sul resto francamente non ho più alcun motivo di interesse, né a leggere il risultato, né a commentarlo».

Mettiamoci allora dalla parte dell'elettorato. Come si fa a salvare, a ricomporre nell'Italia del 2015 i valori della destra? 

«Non credo che sia più possibile pensare di mettere insieme in un unico soggetto realtà che hanno come obiettivi dei percorsi e delle priorità differenti. Purtroppo ci sono storie che difficilmente potranno stare insieme».

Dunque resettare tutto, punto e a capo?

«Non sto dicendo questo, ma che ognuno prenderà una strada differente secondo le proprie specificità prioritarie». 

Oggi forse servirebbe quello che per tanti anni si diceva mancasse al centrosinistra, ovvero un leader? Basta estrarre un Renzi dal cilindro?

«Non ho mai creduto alla costruzione dei movimenti politici partendo dalle leadership. Nella politica che mi piace prima si costruisce sulla definizione di un programma comune, su valori comuni di riferimento. Poi all'interno di chi condivide quella piattaforma chi è più in gamba, chi riesce meglio è giusta che assuma il ruolo di leader come portavoce di un sistema di idee. Ma se non si parte dalle idee qualunque progetto è destinato a fallire».

Lo dimostra la storia recente?

«Il fatto che il centrodestra abbia sostanzialmente governato, sia pure a fasi alterne, per vent'anni e che alla fine non sia rimasto niente lo si deve proprio al fatto che abbiamo costruito tutto sulla base della leadership, non sulla base di contenuti. Al fatto che non siamo riusciti ad affermarli, quindi a radicarli nella società».






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