Un vaccino per "88% dei virus". Ma non tutti sono d'accordo

05 ottobre 2016 ore 13:39, Andrea De Angelis
Il progetto, descritto sulla rivista Bioinformatics, riguarda un nuovo approccio che apre la strada alla possibilità di "progettare" al computer nuove armi contro i virus. Lo studio, tuttavia, non convince parte della comunità scientifica.

Prima di esultare, dunque, sarà bene ricordarsi che la prudenza non è mai troppa. La notizia di certo sta facendo già il giro del mondo: un vaccino universale capace di bloccare l'88% dei ceppi virali che provocano l'influenza. Questo il risultato di una ricerca condotta dalle università britanniche di Aston e Lancaster e dalla spagnola Complutense di Madrid.

Un vaccino per '88% dei virus'. Ma non tutti sono d'accordo
Sembra, dunque, anche un gioco di parole. Dai virus dei computer, tristemente noti agli informatici di ogni angolo del globo, agli antivirus dai computer. Ma questa volta non virtuali (anch'essi, sia chiaro, preziosi), bensì reali. Per la salute non degli hardware, bensì dei nostri corpi.
In realtà, come spiega l'Adnkronos, il team ha messo a punto due vaccini universali, uno specifico per il territorio americano, che copre il 95% dei ceppi che circolano negli Stati Uniti, e uno globale che protegge contro l'88% dei ceppi virali nel mondo. "Ogni anno - spiega Derek Gatherer della Lancaster University - scegliamo un ceppo di virus dell'influenza recente per il vaccino, sperando che proteggerà contro i ceppi dell'anno successivo. Sappiamo che questo metodo è sicuro e che funziona in modo ragionevolmente buono la maggior parte delle volte. Ma talvolta non funziona, come nel caso del fallimento del vaccino H3N2 dell'inverno 2014-15, e anche quando lo fa è molto costoso e impegnativo. Inoltre questi vaccini annuali non ci danno protezione contro tutti i virus influenzali futuri potenzialmente pandemici".
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