Il condono è servito: voluntary disclosure su misura per 3mln di contribuenti

05 ottobre 2016 ore 9:33, Luca Lippi
Nella legge di stabilità 2017 è stato inserito un provvedimento che prevede benefici  in favore di tutti quei contribuenti che “volontariamente” decidano di saldare i propri debiti con lo stato.
Quindi, via sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione sulle cartelle esattoriali Equitalia per quasi tre milioni di contribuenti. Tanti sono infatti i cittadini e le imprese che potrebbero essere interessati dall'inserimento del beneficio nella legge di Bilancio 2017, che diventerebbe operativo a partire da gennaio. 
È comprensibile ipotizzare che gli introiti di una “voluntary disclosure” debbano essere implementati per coprire capitoli di spesa che allo stato attuale non avrebbero risorse e c’è comunque necessità di non fare troppo deficit. Rimane comunque l’anomalia tutta italiana di mettere a bilancio entrate non certe! 
Altra anomalia, è una sorta di condono o sanatoria che in altri tempi sarebbe stata vista con abominio, ma nella sostanza è l’unico sistema per recuperare disponibilità altrimenti non recuperabili (in tempi brevi).
In ogni caso,l'idea del governo è quella di far accedere a questo “benificio” i contribuenti che hanno debiti fiscali iscritti a ruolo dall'Agenzia delle Entrate fino a 100mila euro.

Il condono è servito: voluntary disclosure su misura per 3mln di contribuenti

Facciamo due conti:
a fine di settembre del 2015 il debito fiscale degli italiani ammontava a 756 miliardi di euro(dati Fmi e Ocse). Scomputando circa 180 miliardi di debiti fiscali non dovuti (un 22% del totale composto da ricorsi accolti e cartelle indebitamente emesse) si giunge a una cifra molto prossima ai 600 miliardi nei quali si ritrovano tanto gli evasori totali quanto coloro che non hanno liquidità per pagare una multa scaduta per divieto di sosta.
Al 30 giugno 2016 c'erano oltre 506mila controverse pendenti. Il valore dei ricorsi presentati alle commissioni tributarie provinciali e regionali giugno 2016, dopo un anno, si aggira attorno ai 40 miliardi di euro; oltre il 70% delle controversie riguarda persone fisiche, soprattutto alle prese con l'Irpef. 
Il valore medio è di circa 80mila euro, quindi rientra pienamente nel tetto che potrebbe essere fissato a 100mila euro.  Tenuto conto che il 30% circa dei ricorsi vede lo Stato soccombere, l’ammontare complessivamente interessato è di una trentina di miliardi di euro su 350mila istanze.
In conclusione, è un’ottima opportunità per governo ed evasori (sia involontari che involontari) per sistemare le proprie posizioni, una manovra che inserita in legge di Stabilità assume la forma di una misura a contrasto dell’evasione (tanto piace all’Ue), ma soprattutto una mossa che si muove nel corridoio piuttosto stretto del recupero urgente di risorse da una parte e della ricerca di consenso dall’altra. 
Il consenso naturalmente è l’attenzione per una ampia fetta di “popolazione” titolare di partita Iva e titolari di Pmi (in buona parte di centrodestra). 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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