Renzi difende Padoan e il Def, ma è caccia alle coperture

05 ottobre 2016 ore 11:35, Lucia Bigozzi
Renzi dice che i conti tornano, fino all’ultimo euro. Difende iol Def il premier e i numeri sono quelli che secondo gli Uffici “addetti al ramo” della Camera e altri istituti di analisi non tornerebbero in relazione al trend del Pil. Lui, il presidente del Consiglio rilancia e polemizza sarcasticamente su chi lo attacca, un minuto prima di partire per la visita in Veneto: “Vado ad incontrare chi il Pil lo produce non chi lo analizza”. Insomma, è palese la sua irritazione che si comprende ancora meglio quando osserva: “Come sempre a ottobre gli esperti ci dicono che le nostre misure non hanno copertura e i numeri non tornano. Rispetto le loro tesi anche se ricordo che dicevano la stessa cosa per gli 80 euro, per la tassa sulla prima casa, per il JobsAct e i suoi incentivi, per l'Irap costo del lavoro, per le tasse agricole, per il patent box e il superammortamento o per i soldi in più sulla scuola o sulla cultura. Abbiamo sempre trovato le coperture, smentendo le previsioni negative: continueremo a farlo”. Non a caso, il presidente del Consiglio fa notare che il governo non fa nessuna scommessa ma un calcolo con il dovuto approccio prudente, ma poi torna al messaggio indirizzato ai suoi accusatori: “Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione, l’ultimo anno siamo stati più prudenti della realtà ed è andata meglio”. 

Renzi difende Padoan e il Def, ma è caccia alle coperture
Non solo Renzi ma scende in campo anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che porta i suoi numeri e spiega che l’obiettivo di una crescita all’1 per cento è “ambizioso” ma “realizzabile”.
Il titolare delle Finanze torna a parlare dopo le perplessità manifestate da Bankitalia, e dall’Ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti, confermando che l’esecutivo andrà avanti seguendo le previsioni indicate mediante la nota di aggiornamento al Def, ma senza nessuna contrapposizione né a livello interno, tantomeno nei confronti dell’Ue. La chiave per proseguire il cammino, scandisce Padoan, è “il dialogo”. Ma alle polemiche interne, fa da contraltare un assist internazionale di “peso” a Renzi e ai numeri del governo: è l’assist del Fondo Monetario Internazionale che per il prossimo anno ha ritoccato la crescita e la portata del debito pubblico che le previsioni danno in salita sia per l’anno in corso che per il successivo, rispettivamente al 133,2% e al 133,4%. Strategico sarà il processo di privatizzazioni che Padoan annuncia come obiettivo concreto di Palazzo Chigi: “Il governo ha ferma intenzione di andare avanti”. 

autore / Lucia Bigozzi
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