Duterte, Casarini (Sel): “Dittatori esistono per colpa comunità internazionale. Ora atti concreti"

05 ottobre 2016 ore 12:38, Andrea Barcariol
"Questi dittatori possono esistere perché non c’è mai una presa di posizione ferrea da parte della Comunità internazionale". Ha le idee chiare Luca Casarini, esponente di Sel, intervistato da Intelligonews sul presidente delle Filippine Rodrigo Duterte che, dal giorno della sua elezione, lo scorso 30 giugno ha fatto uccidere 3.300 persone sostenendo di fare la guerra al narcotraffico. 

Duterte si è paragonato ha Hitler e ha detto che “sarebbe felice di massacrare 3 milioni di tossicodipendenti”. Cosa pensa di questo personaggio? 

"Il mondo purtroppo è disseminato di questi criminali seriali. Quando incontriamo in Italia una persona che viene dalle Filippine dovremmo subito pensare che situazione c’è in quel Paese, con questo dittatore, uno che si paragona a Hitler. Bisogna però tradurre l’indignazione in atti concreti".

Ad esempio?

“Anche noi singoli dovremmo guardare in un modo diverso le persone che arrivano in Italia. Poi c’è un dato politico, certi personaggi esistono perché sono foraggiati, tollerati e riempiti di soldi. Queste persone, come avviene anche con Erdogan in Turchia, comandano sulla base di due elementi: terrore e tanti soldi. I soldi da dove arrivano? Si tratta di mercati dove piazzare armi, fare affari, controllare il business dell’emigrazione tramite i dittatori. C’è un altro criminale seriale che si chiama Al-Bashir ed è il dittatore del Sudan che in agosto ha cominciato a deportare nel suo Paese dei sudanesi che chiedevano asilo qui. Amnesty International ha poi pubblicato un rapporto con centinaia di morti, gasati con armi chimiche”.

Duterte, Casarini (Sel): “Dittatori esistono per colpa comunità internazionale. Ora atti concreti'
 
Perché la comunità internazionale non interviene?

"Si indignano ma non intervengono. Questi dittatori possono esistere perché non c’è mai una presa di posizione ferrea da parte della Comunità internazionale. Ad esempio nell’ultimo G20 tutti i Capi di Stato hanno stretto la mano ad Erdogan che ha epurato migliaia di persone. Tutto questo perché la Turchia deve trattenere lì quasi 2 milioni di siriani, quindi per la comunità internazionale va tutto bene. L’Arabia Saudita, altro nostro grande partner, è quella che finanzia Isis. Sono peggio questi ipocriti che poi si indignano ma governano tenendo rapporti scandalosi con personaggi come il dittatore delle Filippine".

Alcuni parlano di Duterte come il Trump delle Filippine. Non le sembra un paragone forzato?

"Si è esagerato, Duterte fa le stragi, Trump si limita ad abbaiare ed è espressione di un populismo xenofobo, da ricconi, basta vedere la sua campagna elettorale. Lo sostiene gente che, come lui, ha i soldi e vuole tenerseli, è un populismo di destra che noi conosciamo sotto altre forme. Non a caso Salvini faceva a gara per farsi un selfie con lui. Quello su cui insisto è che c’è un altro modo di essere criminali, criminali in doppio petto che si considerano democratici e fanno accordi con questi dittatori. Li devo guardare in modo diverso solo perché, esternamente, usano modi gentili? L’ultimo esempio che le faccio è quello della guerra in Iraq, voluta da Bush e Blair, che è stata basata su una menzogna: le armi di distruzione di massa non esistevano. E’ da lì che è nato questo inferno, con milioni di morti. Si può solo chiedere scusa per un errore del genere dopo che tutti i rapporti ci dicono che era una guerra totalmente illegale. Perché questa gente non va processata? Perché non pagano mai?”. 


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