Duterte, Bernardini (Radicali): “Un pericolo per mondo con strategia precisa. Quando Almirante..."

05 ottobre 2016 ore 13:17, Lucia Bigozzi
“Duterte è un pericolo per il mondo e ha una strategia politica”. Rita Bernardini, esponente del partito Radicale e presidente d’onore dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, analizza nella conversazione con Intelligonews la “visione” del presidente delle Filippine. Poi ricorda cosa ha scritto su Facebook su un comizio di Giorgio Almirante a proposito di droga e spacciatori… 

Il presidente delle Filippine Duterte dice che ‘Obama deve andare all’inferno’ e ‘l’Europa in purgatorio’: uno che ha questa visione può rappresentare un pericolo per l’umanità?

"Mio pare che ci siano tutte le condizioni perché sia un pericolo, anche perché dietro queste parole ‘propagandistiche’ che emette, in realtà credo ci sia una strategia politica come viene rilevato oggi da alcuni giornali, cioè un avvicinamento a Pechino e Mosca da cui pretende armi per governare come ha fatto in questi 100 giorni, ovvero con il pugno di ferro. D’altra parte ha già dimostrato in passato queste sue tendenze: sembra che negli ultimi tempi siano stati ammazzate 3300 persone ed essendo le Filippine una Repubblica di 92 milioni di persone, la cosa dovrebbe preoccupare". 
 
Duterte, Bernardini (Radicali): “Un pericolo per mondo con strategia precisa. Quando Almirante...'
Perché la comunità internazionale tace e non interviene?

"L’attacco di Duterte è rivolto a Stati Uniti ed Europa e mi aspetterei una reazione seria ed adeguata, ma soprattutto mi aspetto una reazione dall’Onu di cui le Filippine fanno parte. Onu che di fronte a un personaggio che addirittura richiama l’Olocausto degli ebrei, si paragona a Hitler e si scusa solo perché aveva sbagliato il numero degli ebrei uccisi, dovrebbe prendere provvedimenti urgentemente. Posso dire cosa ho scritto su Facebook?".

Cosa?

"Non so quanti italiani ne abbiano memoria; chi ascolta Radio Radicale da più di 30 anni può ricordarlo, perché nel giugno del 1987 noi abbiamo avuto il leader del Msi Giorgio Almirante che in un comizio pubblico disse testualmente - ce n’è traccia e l’ho condiviso sui Facebook – che i ‘grandi spacciatori di droga che sono i nemici principali della nostra gioventù devono essere impiccati agli alberi delle nostre città perché meritano non soltanto la pena di morte ma meritano la pubblica esacrazione e la condanna deve essere talmente vistosa da togliere a chicchessia la voglia di spacciare droga in grande quantità’. Sappiamo tutti che nei Paesi che prevedono per i trafficanti la pena di morte, in realtà il proibizionismo fa in modo che anche quei Paesi stiano nel commercio internazionale delle droghe cosiddette proibite, ma certo fu significativo e, ricordo, il modo di Marco Pannella di esorcizzare le parole di Almirante, fu quello di mandarle in onda a ripetizione su Radio Radicale. Poi da lì si aprì un dibattito e Giorgio Almirante secondo noi non ci fece una bella figura". 

C’è chi definisce il presidente Duterte “l’altro Trump”: paragone esagerato? 

"Beh chi dei due si dovrebbe offendere? Non lo so… Certo che come sta avvenendo, forse sottovalutando il fenomeno, in questo periodo il populismo sembra guadagnare molti punti. Se ci pensiamo bene, tutto questo ha a che fare con una mancata informazione, con un mancato diritto alla conoscenza da parte dei cittadini del mondo. Bisognerebbe riflettere su alcuni fenomeni: sappiano, ad esempio, che gli Usa stanno tornando indietro rispetto al proibizionismo che hanno imposto in tutto il mondo; stanno legalizzando la marijuana in molti Stati, o per uso terapeutico o per uso ludico. Ecco, se ci fosse in dibattito serio, approfondito, tutte queste facilonerie, questi slogan gridati manifesterebbero la loro falsità e inconsistenza". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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