Oltre 3000 tossici (pesci piccoli) sterminati da Duterte: rischio nuovo Hitler

05 ottobre 2016 ore 13:41, Americo Mascarucci
Ammonterebbe già a 3300 morti il bilancio dell'azione repressiva messa in atto dal presidente delle Filippine Rodrigo Duterte contro trafficanti e spacciatori di droga.
3300 persone cadute sotto i colpi della polizia e di vigilantes privati, organizzati in squadroni della morte. 
Nei giorni scorsi di fronte alle polemiche per i suoi metodi repressivi giudicati criminali Duterte con orgoglio si era paragonato ad Adolf Hitler dicendo: "Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei. Ci sono tre milioni di tossicodipendenti da noi, sarei felice di massacrarli".
Parole incredibili, visto che al di là del paragone assurdo fra gli ebrei e i drogati, come si può gioire per il massacro di tante persone? 
Poi il presidente ha corretto il tiro ma soltanto sulle cifre precisando l'esatto numero degli ebrei sterminati da Hitler: non tre milioni bensì sei.

Oltre 3000 tossici (pesci piccoli) sterminati da Duterte: rischio nuovo Hitler
Sembra un film dell'orrore invece è la pura realtà.
Duterte ha creato un potente apparato repressivo composto da polizia e vigilantes privati che, in meno di cento giorni, è stato in grado di uccidere oltre 3000 persone tutti però "pesci piccoli", ossia piccoli pusher, mentre capibanda importanti e personaggi più noti del giro sono stati risparmiati.
Un'azione repressiva che, come sempre, è organizzata più con finalità mediatiche che di reali ragioni di sicurezza (che in ogni caso non giustificherebbero una simile strage). Altrimenti che senso ha arrestare, torturare e uccidere piccoli spacciatori lasciando fuggire i grandi trafficanti?
Pare che dietro l'operazione-massacro si nasconda il tentativo di Duterte di rompere con gli Usa, storici alleati delle Filippine, per avvicinarsi alla Cina ma soprattutto alla Corea del Nord.
"Mi chiamate la Squadra della morte? Giusto- ha detto con orgoglio ai giornalisti- è la pura verità". 
Uno degli esecutori, Edgar Matobato, 57 anni, davanti al Senato ha raccontato di persone sequestrate, eliminate e date in pasto ai coccodrilli; di altre sventrate e buttate in mare. Lo stesso metodo adottato attorno al 1998 quando Matobato entrò nei "Lambada Boys" di Davao, gruppo per le liquidazioni extragiudiziali creato dal sindaco Duterte, nel quale sono in seguito confluiti dei poliziotti, tutti uniti dalla comune missione di cancellare i narcos. 
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