Il papà di Loris ora vuole 2 milioni da Veronica. La 'nuova tesi'? Non regge

05 ottobre 2016 ore 13:27, Marta Moriconi
di Eleonora Baldo

Continuano i guai legali per Veronica Panarello, sulla quale già pende una richiesta di condanna a 30 anni di carcere per l’uccisione del figlio Loris avanzata dal Pm Marco Rota e dal Procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, lunedì 3 ottobre.

Subito dopo la sentenza, infatti, il marito, Davide Stival, ha avviato le procedure per la separazione dalla moglie e, insieme alla madre Pinuccia Aprile, vorrebe ottenere un risarcimento danni pari a 2 milioni di euro a testa per “la lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall'imputata”, come ha dichiarato alla stampa Daniele Scrofani, rappresentante legale di Stival e della madre. Conseguentemente a pesare sull’avvio della procedura per risarcimento danni non sarebbe stato né il  movente dell’omicidio ritenuto “non fondante ai fini del reato” né le accuse rivolte dalla Panarello al suocero, con cui la mamma del piccolo Loris avrebbe dichiarato di aver intrattenuto una relazione extraconiugale da cui sarebbe originatopoi l’omicidio del figlio, “colpevole” di averli colti in flagrante, mettendo a rischio la segretezza del rapporto stesso nei confronti del padre e della nonna.

Ma ormai le accuse di Veronica, complici le molteplici versioni fornite agli inquirenti, hanno progressivamente perso di attendibilità per l'accusa, tanto che nella lunga requisitoria che ha preceduto la richiesta di condanna per omicidio preterintenzionale, raggiunta con rito abbreviato, il Pm Marco Rota ha messo in luce gli aspetti più oscuri del carattere della Panarello descrivendola come “egocentrica, bugiarda e manipolatrice”, spingendosi sino a descrivere la natura distorta del rapporto tra l’imputata e il figlio, un rapporto invertito, in cui Loris era l’amico a cui confessare i propri segreti e Veronica la figlia.

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I prossimi passi del processo vedranno mercoledì l’intervento degli avvocati di parte civile, Scrofani per Davide Stival e la madre, e Francesco Biazzo per Andrea Stival, mentre venerdì sarà la volta della difesa di Veronica Panarello, rappresentata in aula da Francesco Villardita che interrogato dai giornalisti sulle condizioni di Veronica dopo la richiesta di condanna ha dichiarato: “Veronica Panarello sta bene, anche perché si è liberata di un grande peso che per paura aveva tenuto nascosto da tempo

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