Gay, la Consulta ha deciso: "Infondato il ricorso su diritti figli contesi"

05 ottobre 2016 ore 17:11, intelligo
Non c'è vuoto nella tutela dell'interesse del minore, è questo il messaggio contenuto in quanto sostenuto oggi dalla Corte Costituzionale. Parliamo del caso sollevato da una donna lesbica che, dopo la fine della relazione con la compagna, aveva avuto due gemelli con la fecondazione eterologa, e voleva continuare ad avere rapporti con i bambini non essendo legata da rapporti biologici né giuridici: "Non sussiste il vuoto di tutela dell'interesse del minore presupposto dal giudice rimettente" per la Corte che ha dichiarato "non fondata" la questione di legittimità costituzionale di alcuni articoli del Codice civile.

L'interruzione ingiustificata, da parte di uno o di entrambi i genitori, in contrasto con l'interesse del minore, di un rapporto significativo da quest'ultimo instaurato e intrattenuto con soggetti che non siano parenti è, infatti - spiega la Consulta - riconducibile alla ipotesi di condotta del genitore 'comunque pregiudizievole al figlio', in relazione alla quale l'art. 333 dello stesso codice già consente al Giudice di adottare 'i provvedimenti convenienti' nel caso concreto". La Consulta, pertanto "ha dichiarato non fondata la questione, sollevata, in
Gay, la Consulta ha deciso: 'Infondato il ricorso su diritti figli contesi'
relazione a plurimi parametri costituzionali, dalla Corte di Appello di Palermo, di legittimità costituzionale dell'art. 337-ter del codice civile nella parte in cui, disponendo che il minore ha diritto di mantenere rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, impedirebbe al Giudice di garantire la conservazione, nell'interesse del minore, di rapporti, ove ugualmente significativi, con soggetti diversi dal ramo parentale (nella specie, l'ex partner omoaffettiva della genitrice biologica di due minori)".


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