Mirabello, Atreju, Orvieto: transumanza destra

05 settembre 2013 ore 17:43, intelligo
Mirabello, Atreju, Orvieto: transumanza destra
A che punto si trova la destra italiana, quella con la D maiuscola? L'avevamo lasciata divisa prima dell'estate: da un lato i “reduci” alle prese con una serie di incontri mirati a far rinascere Alleanza Nazionale (da contrapporre alla Forza Italia del Cavaliere); dall'altro i meloniani di Fratelli d'Italia minimamente intenzione a “mischiarsi” con i “vecchi” marpioni della politica e tronfi nell'arrogarsi il diritto di essere i fautori della destra del futuro (da collocarsi alla destra del Pdl o della nuova creatura del Cavaliere in procinto di vedere la luce). Al centro di tutto ciò Alemanno intento a dare un colpo agli uni, una botta agli altri nella speranza di potersi ricollocare al di fuori del partito dei peones. E Storace, infuriato dal fatto che tutti preferiscono “parlare” anziché fare i fatti.
Tuttavia l'agenda degli appuntamenti, in questo appena iniziato mese di settembre, si infittisce. Il prossimo week end a Mirabello si incontreranno al fine di “Ricostruire una nuova destra per immaginare un’altra Italia”(è questo pure il titolo dell'iniziativa) alcuni “big”. Con la regia del reggente di Fli Roberto Menia, infatti, andrà in scena la 32esima Festa Tricolore, il  tradizionale appuntamento della destra italiana dai tempi dell’Msi di Giorgio Almirante. Evento durante il quale, secondo gli spifferi, potrebbe partecipare lo stesso Gianfranco Fini. E mentre in Emilia i finiani tenteranno di ripartire da Fli (e forse anche dal suo fondatore), a Orvieto l'ex Sindaco di Roma interverrà a una due giorni di studi politologici organizzato dalla sua Fondazione Italia Nuova. La settimana prossima, invece, al Parco del Celio di Roma si terrà Atreju, la festa dei giovani di Alleanza Nazionale prima, del Pdl poi. E adesso? La manifestazione, solitamente organizzata da Giorgia Meloni, quest'anno andrà in scena senza esporre alcun simbolo di partito. Ma il titolo, particolarmente evocativo ma non azzeccato vista la situazione siriana, è tutto un programma: “La terza guerra”. Il calendario degli interventi di Atreju, come si riscontra sul sito ufficiale, è ancora in via di definizione; ma secondo alcuni spifferi si terrà un incontro-dibattito tra la Meloni e Tosi (che stia bollendo qualcosa in pentola?), ma non dovrebbe esserci la consueta (da tre anni a questa parte) partecipazione di Silvio Berlusconi. Ci sarà invece la Kyenge, guest star, invitata a parlare (lei ha accettato l'invito, ma non vuole che le vengano rivolte domande dal pubblico). In via di definizione anche un appuntamento intorno alla fine del mese, di nuovo a Orvieto, dove uniranno le forze Francesco Storace e Adriana Poli Bortone, nel tentativo, probabilmente, di riprendere il filone degli incontri che la stampa qualche mese fa  ribattezzò come la “cosa nera”. Tanti, dunque, gli appuntamenti. Ma la base come intende reagire? E soprattutto: quale base? Se è vero che Fratelli d'Italia, come ripetono in continuazione dalla loro nascita non hanno mai smesso  di moltiplicare il consenso, è pur vero che l'ambiente della destra funziona con lo stesso meccanismo dei vasi comunicanti: se la Meloni acquisisce elettori, va da sé che a perderli è qualcun'altro. E chi se non La Destra di Storace, precipitata ancor di più a seguito delle parole di Nello Musumeci (“La Destra ormai è morta, è necessario puntare su un soggetto nuovo”)? Ma lo stesso Storace si lamenta del fatto che alle riunioni operative gli “interessati” disertano. Al di là degli appuntamenti, dunque, è interessante capire chi saranno gli attori principali che calcheranno questi palcoscenici. E soprattutto: le dinamiche e i progetti che li muoveranno. Perché il riempirsi la bocca con tante promesse e invocare gli “antichi valori” non sembra fare più presa sull'elettorato. Perché siamo in Italia e acca' nisciun' è fessa...      
autore / intelligo
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