G20, Renzi promosso da Obama: "Il nemico è la paura"

05 settembre 2016 ore 10:05, Andrea Barcariol
Una crescita "inclusiva, solida e sostenibile", da ottenere mettendo in campo tutti gli "strumenti possibili", per sostenere la crescita e quindi l'occupazione. Sono queste le parole inserite nella bozza del documento conclusivo
del G20 di Hangzhou, in Cina. Un argomento, quello della crescita economica, su cui si è incentrato l'incontro, ma sono state affrontate anche altre emergenze, a partire da quella dei migranti. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, con accanto il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha ammesso che l'Europa è al limite della possibilità di accoglienza: Il problema è globale, ci sono 65 milioni di persone in fuga nel mondo, di cui 4 milioni dalla sola Siria, e tutti "devono assumersi la responsabilità" di gestire il fenomeno.
Riflettori puntati anche sull'incontro, al margine dei lavori, fra Obama e Putin: sulla guerra in Siria. Secondo la Cnn, che cita fonti americane, l'incontro si è concluso senza accordi. 

G20, Renzi promosso da Obama: 'Il nemico è la paura'
Soddisfatto il Premier Renzi per gli apprezzamenti su quanto fatto dal governo, con il plauso particolare del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che ha citato l'Italia durante il suo discorso. Il presidente del Consiglio ha parlato di "un primo round sulla necessità delle riforme strutturali" sottolineando come il problema non sia solo la crescita: "Il rischio è soprattutto quello di non cogliere le diseguaglianze e difficoltà del nostro tempo. L'economia non può essere lasciata nelle mani dei soli specialisti. La pretesa tecnocratica di studiare ricette a tavolino con i professori di economia e di concretizzarla, poi, attraverso una serie di decisioni studiate a tavolino dagli sherpa al G20 non funziona. La politica rivendica il suo ruolo". Tra i compiti della politica c'è quello di vincere la paura, come ha affermato durante i lavori del G20 di oggi. 
Battuta finale dedicata al referendum: "Se vince il sì al referendum, finalmente in Italia potrà tornare una strategia nazionale sul turismo".
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