Disgelo India e Italia: "Marò in Italia. Riprendano i legami con l'India"

05 settembre 2016 ore 20:33, Luca Lippi
Dopo un lungo periodo di gelo fra india e italia, sull’onda del caso “marò”, i due paesi sono tornati a comunicare e soprattutto dopo l’incontro tra Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e la sua omologa indiana, Sushma Swaraj al Ministero degli Affari Esteri, il disgelo si è concretizzato anche formalmente. Facciamo presente che Sushma Swaraj era a Roma per assistere alla cerimonia di canonizzazione di Madre Teresa.
Gentiloni ha dichiarato che "L'incontro si è reso possibile perché finalmente i nostri marò sono in Italia. Il problema non è risolto ma possiamo riprendere i contatti col governo indiano".
Dal febbraio 2012, le relazioni diplomatiche tra i due Paesi si sono complicate a causa dell'arresto da parte delle autorità indiane dei fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Entrambi accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante un pattugliamento anti-pirateria a bordo della petroliera battente bandiera italiana "Enrica Lexie". A tale proposito è ancora in corso una controversia giudiziaria la cui soluzione spetta ora alla Corte arbitrale internazionale dell'Aja. Nel frattempo, i due fucilieri del Battaglione San Marco hanno avuto l'autorizzazione a rientrare e rimanere in Italia.

Disgelo India e Italia: 'Marò in Italia. Riprendano i legami con l'India'

L'incontro tra i due responsabili degli Esteri è un segnale di distensione, ma anche di collaborazione sulle questioni di interesse comune. 
Durante il colloquio, infatti, i ministri hanno passato in rassegna lo stato delle relazioni tra Italia e India e hanno discusso delle prospettive di cooperazione nel commercio, nella ricerca scientifica, nella tecnologia e nella lotta al terrorismo. 
A margine dell’incontro Gentiloni ha dichiarato: “E' importante, ora che i nostri due fucilieri di Marina sono in Italia, che riprendano gradualmente le relazioni con l'India, un Paese così cruciale per la scena internazionale. Al tempo stesso noi continuiamo a sostenere le ragioni dei marò presso il Tribunale internazionale. Ma la minaccia terroristica è penetrata in profondità in Asia, a luglio abbiamo avuto nove vittime italiane in Bangladesh. Per questo, la collaborazione può essere importante".

autore / Luca Lippi
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